Un nucleo luminoso da cui si dipartono cerchi concentrici e fasci di luce laterali che creano un suggestivo gioco di chiaroscuri: è questo il look della Nebulosa Uovo (Egg Nebula), una nebulosa pre-planetaria dalla struttura tondeggiante fotografata dal telescopio spaziale Hubble.
Noto anche con il codice Crl 2688, l’Uovo si trova nella costellazione del Cigno a circa mille anni luce di distanza ed è la prima, la più giovane e la più vicina nebulosa pre-planetaria mai scoperta; con questo termine si designa un’entità che si trova in uno stadio precedente rispetto a quello di nebulosa planetaria. Questo tipo di nebulose – che in realtà non hanno nulla a che fare con i pianeti – sono le spoglie di stelle giunte al loro epilogo; in tale fase, questa categoria di oggetti celesti rilascia gli strati più esterni, che vengono successivamente spazzati via dai venti stellari e subiscono l’influenza della radiazione ultravioletta proveniente dal nucleo della stella. In questo modo si crea una nebulosa di gas caldi e polveri, caratterizzata da colori intensi e brillanti e, in genere, da forme armoniose.
Data la sua condizione, la Nebulosa Uovo è tenuta in considerazione dagli astronomi perché consente di analizzare un particolare momento dell’evoluzione stellare, ovvero quando gli astri giungono ad un’età avanzata e cominciano ad espellere gli strati esterni. In questa fase, l’oggetto celeste brilla riflettendo la luminosità della sua stella centrale, che si fa largo attraverso le polveri emesse dall’astro poche centinaia di anni prima. Dalla stella della Nebulosa Uovo, inoltre, provengono due fasci di luce in rapido movimento che intersecano i cerchi concentrici, più antichi e dal ritmo più tranquillo. Tutto l’insieme suggerisce la presenza di interazioni gravitazionali con una o più stelle, che rimangono nascoste nelle profondità delle polveri circostanti. La nebulosa, infine, presenta una struttura estremamente ordinata per essere prodotta da un’esplosione violenta; gli studiosi ipotizzano che essa sia invece il frutto di una serie di eventi più lievi avvenuti all’interno del nucleo ricco di carbonio della stella morente.
Hubble, che ha più volte osservato questo oggetto celeste dal 1997 in poi, ha acquisito l’immagine dell’Uovo con lo strumento Wide Field Camera 3, includendo anche i dati nell’infrarosso e utilizzando cinque differenti filtri.
In alto: la Nebulosa Uovo osservata da Hubble (Crediti: Nasa, Esa, Bruce Balick-UWashington) – L’immagine nelle sue dimensioni originali a questa link.




