Perseverance ha esplorato per la prima volta la superficie marziana tramite un percorso generato dall’intelligenza artificiale.

In una dimostrazione avvenuta a dicembre scorso, il rover della Nasa ha percorso 456 metri in sole due tappe e senza la guida del team di Terra. Con un tipo di intelligenza artificiale generativa chiamata Modelli di Linguaggio Visivo, Perseverance ha combinato le immagini orbitali della sonda Mars Reconnaissance Orbiter e i dati sulla pendenza del terreno provenienti dai modelli digitali di elevazione. Dopo aver identificato le caratteristiche critiche del terreno ha tracciato il percorso più sicuro. I comandi di guida sono stati elaborati su una replica virtuale del rover, testando oltre 500mila variabili di telemetria, per garantire che le istruzioni dell’IA fossero compatibili con il software di Perseverance.

L’innovazione sta nel fatto che il rover ha potuto seguire un percorso continuo in cui acquisiva simultaneamente le istruzioni. Normalmente, da Terra, il team della missione fissa delle tappe ogni 100 metri per acquisire nuovi dati ed evitare in seguito, potenziali pericoli. Marte, infatti, si trova a una distanza media dalla Terra di circa 225 milioni di chilometri, le comunicazioni, così, subiscono un notevole ritardo impedendo il controllo da remoto in tempo reale.

Secondo gli esperti di robotica spaziale della Nasa, questa tecnologia sarebbe rivoluzionaria: semplifica la navigazione autonoma fuori dal pianeta e sarà necessaria per creare infrastrutture e sistemi per una presenza umana permanente sulla Luna, Marte e oltre.

 

Crediti: Nasa