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Nello spazio a testa in giù #3

Il panorama internazionale dei voli commerciali accoglie un nuovo attore. Per noi si trova quasi dalla parte opposta del pianeta: è la Nuova Zelanda – che i Maori chiamano Aotearoa, “terra dalla lunga nuvola bianca” – da pochi giorni nuova finestra verso lo spazio.

Qui è infatti nata la prima piattaforma privata di lancio grazie all’iniziativa di Rocket Lab, startup statunitense e adesso anche neozelandese che esiste da poco più di 10 anni, ma ha lanciato una sfida ambiziosa: dare il via a una nuova era di space economy, caratterizzata da razzi a basso costo e da un grande numero di voli commerciali.

Una scommessa dimostrata possibile lo scorso 11 novembre, con il successo del primo volo commerciale e la messa in orbita di sei piccoli satelliti per le telecomunicazioni e le previsioni del tempo. La missione, non a caso battezzata da Rocket Lab It’s Business Time, ha lanciato il razzo Electron,  che circa 40 minuti dopo il liftoff è intrato in un’orbita circolare a circa 500 chilometri di altezza e ha posizionato i cubesat.

Il vettore Electron passa così la prova del fuoco del primo volo commerciale, dopo aver tenuto il team di Rocket Lab col fiato sospeso. Il primo test avviene nel maggio 2017 durante la fase chiamata appunto It’s a Test, ma il razzo riscuote un successo solo parziale perché non riesce a raggiungere l’orbita terrestre.  All’inizio del 2018 l’azienda entra dunque nella cosiddetta Still Testing phase, effettuando a gennaio di quest’anno un secondo test, questa volta perfettamente riuscito. Il primo volo commerciale viene quindi pianificato in aprile, ma la missione è ritardata a causa di un guasto a uno dei motori del primo stadio dell’Electron. Modificando diverse componenti dell’hardware il problema viene completamente risolto, come dimostra la buona riuscita del volo di settimana scorsa.

Un successo che Rocket Lab condivide con la giovanissima Agenzia spaziale neozelandese, la cui storia è molto peculiare rispetto all’attuale panorama delle agenzie spaziali perché l’ente è nato proprio a seguito degli accordi stretti con la compagnia statunitense. Il primo volo commerciale di Electron è quindi il tassello iniziale per rendere la terra dei Maori un nuovo attore nell’economia dello spazio.

Rocket Lab, nonostante sia molto piccola rispetto ad altri giganti dell’industria spaziale privata come SpaceX di Elon Musk, ha infatti grandi ambizioni: i suoi razzi sono più economici, e alcune componenti dei suoi motori possono essere fabbricati in tempi relativamente brevi – addirittura nell’arco di 24 ore – grazie all’uso di stampanti 3D. Insieme alla neonata agenzia spaziale neozelandese, l’obiettivo a lungo termine è passare dai dai voli commerciali alle missioni scientifiche, contribuendo alle future imprese internazionali di esplorazione dell’universo.

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