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Parker Solar Probe, lanciata la sonda che sfiorerà il Sole

Parker Solar Probe, lanciata la sonda che sfiorerà il Sole

Partita il 12 agosto alle 9.31 italiane, dopo un rinvio di 24 ore, la sonda Nasa destinata a esplorare i misteri della nostra stella

Ilaria Marciano10 agosto 2018

Una sonda che dalla Terra arriverà a sfiorare il Sole. È l’avventura della Parker Solar Probe, missione Nasa partita domenica 11 agosto con un viaggio di sola andata verso regioni mai esplorate prima dall’umanità: la corona della nostra stella. La sonda ha preso il volo alle 9.31 italiane, quando negli Stati Uniti sarà ancora notte fonda, dopo il rinvio di 24 ore dovuto a problemi tecnici riscontrati sabato mattina durante il countdown. Lanciata dalla base di Cape Canaveral, in Florida, a bordo di un razzo Delta IV Heavy, la sonda ha più o meno le dimensioni di un’auto e pesa poco più di 600 chili.

Nei 7 anni previsti di missione, la Parker Solar Probe diventerà il primo veicolo a visitare una stella, e quello che si avvicinerà di più in assoluto al Sole. “Andremo dove nessuna navicella ha mai osato arrivare – commenta infatti Nicky Fox del Johns Hopkins Applied Physics Lab, che ha contribuito allo sviluppo della sonda – e con ogni orbita vedremo nuove regioni dell’atmosfera del Sole. Questo ci permetterà di comprendere alcuni meccanismi stellari su cui ci interroghiamo da decenni.” Parker arriverà a una distanza record di 6,3 milioni di chilometri dal Sole: qui si troverà immersa nella corona solare, dove le temperature raggiungono picchi di 1.377 gradi. Raggiungerà una velocità di circa 629.000 chilometri orari e per resistere al calore della nostra stella sarà protetta da uno scudo termico di carbonio spesso 11 centimetri. Per raddrizzare la traiettoria e avvicinarsi al Sole, sfrutterà l’attrazione gravitazionale di Venere durante 7 passaggi ravvicinati.

Dopo la sonda Nasa, sarà poi il turno di Solar Orbiter dell’Esa, il cui lancio, inizialmente previsto a ottobre, è slittato a febbraio 2020: giusto in tempo per rientrare nella finestra prevista di minima attività solare. La sonda europea, a cui l’Asi ha contribuito con il coronografo Metis e lo strumento Swa (Solar Wind Analyzer), ci darà una visione diretta dei poli, elemento chiave per comprendere le eruzioni e i campi magnetici solari.

 

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