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La Grande Nube di Magellano nel mirino di Vista

La Grande Nube di Magellano nel mirino di Vista

Si trova ad una distanza di soli 163mila anni luce dalla Terra e insieme alla sua ‘sorella’ minore è una delle ‘vicine di casa’ della Via Lattea: si tratta della Grande Nube di Magellano (Lmc – Large Magellanic Cloud), che è stata ritratta da Vista (Visible and Infrared Survey Telescope for Astronomy), telescopio dell’Eso situato in Cile, al Cerro Paranal, ad oltre 2mila metri di altitudine. Il telescopio, utilizzato per eseguire mappature nell’ottico e nel vicino infrarosso, ha realizzato questa immagine nell’ambito di una specifica survey centrata su ambedue le Nubi di Magellano, la Vmc (Vista Magellanic Clouds); questa indagine ha consentito agli studiosi di tracciare un quadro della formazione stallare nelle due galassie, tenute d’occhio nell’ultimo decennio, e di studiarne la struttura tridimensionale.

I risultati delle osservazioni, condotte da un gruppo di lavoro internazionale, saranno pubblicati su Monthly Notices of the Royal Astronomical Society (articolo: “The VMC Survey – XXXIV. Morphology of Stellar Populations in the Magellanic Clouds”, disponibile in pre-print su arxiv.org). Lo studio è stato coordinato dal Leibniz-Institut für Astrophysik di Potsdam ed ha visto la partecipazione di rappresentanti dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Osservatori di Padova e Capodimonte). La Grande Nube di Magellano, che ospita vari agglomerati stellari, è ritenuta dagli astronomi un’ottima ‘palestra’ per studiare i processi che plasmano le galassie. Gli strumenti di Vista sono stati fondamentali per immortalare la Lmc perché il telescopio, utilizzando lunghezze d’onda nel vicino infrarosso, è stato in grado di superare l’ostacolo costituito dalle nubi di polvere; in particolare, è stata impiegata la fotocamera Vircam (Vista InfraRed Camera). Nella foto in alto son ben visibili le stelle singole che ‘risiedono’ nelle zone centrali della galassia.

Quindi, gli studiosi hanno potuto analizzare circa 10 milioni di astri e, grazie a innovativi modelli informatici come Trilegal Code, hanno potuto determinare la loro età, scoprendo alcune peculiarità interessanti. Ad esempio, è stato notato che le stelle della sequenza principale della Lmc mostrano strutture coerenti che crescono con l’età e tracciano bracci a spirale multipli, mentre le nursery diventano più fievoli con l’invecchiamento. Le stelle supergiganti sono concentrate centralmente e quelle di età intermedia, nonostante una morfologia simmetrica, presentano grumi. Secondo il gruppo di lavoro, lo studio della morfologia delle galassie è di fondamentale importanza perché la forma, i componenti e le proprietà strutturali possono fornire le informazioni necessarie per delineare la loro storia in termini di formazione ed evoluzione.

Il video dell’Eso dedicato all’immagine di Vista

Autore

Valeria Guarnieri

Nata in tempo utile per vivere sin dall'inizio il fenomeno Star Wars, lavora in ASI dal 2000 e dal 2011 si occupa di comunicazione web presso l'Unità Relazioni Esterne e URP dell'ente. Dedica la maggior parte del tempo libero alla montagna, suo grande amore.

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