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Incidente Vega, individuate le possibili cause dell’anomalia

Incidente Vega, individuate le possibili cause dell’anomalia

Si è chiusa mercoledì 4 settembre l’inchiesta indipendente sul fallimento della missione VV15 del lanciatore Vega. La Commissione, co-presieduta dall’Ispettore Generale dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) e dal Vice Presidente Senior Tecnico e della Qualità di Arianespace, era stata nominata giovedì 11 luglio. In base all’incarico assegnato, dopo aver analizzato i dati di volo, la Commissione ha identificato le possibili cause dell’anomalia ed ha elaborato una serie di raccomandazioni affinché Vega riprenda i lanci nelle condizioni di sicurezza e affidabilità richieste.

La Commissione ha identificato come causa più probabile dell’anomalia un guasto termo-strutturale nella parte superiore (cupola) del motore Z23. Basandosi su questi elementi, la Commissione ha proposto:

  • un esauriente piano di verifica dei suoi risultati;
  • un insieme di azioni correttive concernenti tutti i sottosistemi, processi ed apparati interessati.

Dopo che tali azioni saranno state completate, la ripresa dei lanci Vega è pianificata per il primo trimestre del 2020, consentendo un ritorno alla sequenza dei 14 lanci di successo già registrata da Vega.

Analisi dei dati di volo

Il lanciatore si è alzato come previsto alle 22:53 ora locale della Guyana francese del 10 luglio 2019. Precisamente a 130 secondi ed 850 millisecondi dopo il decollo – e poco dopo l’accensione del secondo stadio (Zefiro 23) – si è verificata un’anomalia sul lanciatore, che ha portato alla prematura conclusione della missione.

Il lavoro della Commissione Indipendente d’Inchiesta si è basato sui seguenti punti:

  • un’analisi completa delle misurazioni registrate durante il volo VV15;
  • lo studio dei documenti relativi alla produzione di Vega, lo storico qualitativo e tecnico, compresi i 14 lanci di successo di Vega ad oggi;
  • le indagini nei diversi siti operativi e di produzione coinvolgendo i dipendenti del principale contraente , Avio.

Tali indagini confermano che tutte le operazioni preparatorie e di conto alla rovescia per il lancio VV15, così come anche le condizioni di volo fino a dopo l’accensione del secondo stadio di Zefiro 23 (Z23), si sono svolte normalmente. In particolare:

  • il funzionamento del primo stadio P80 (accensione motore, fase atmosferica, propulsione e separazione del P80) è stata nominale; tutti i parametri sono stati coerenti con le previsioni ed in linea con quelli dei voli precedenti;
  • la fase di accensione e spinta dello stadio Z23 è stata nominale durante i primi 14 secondi e tutti i parametri sono stati coerenti con le previsioni ed in linea con quelli dei voli precedenti.

L’anomalia si è verificata a 130 secondi di volo, in base alle seguenti osservazioni:

  • a 130 secondi e 850 millisecondi, si è verificato un evento improvviso e violento sul motore Z23;
  • tale evento ha portato ad una frattura del lanciatore in due parti principali: Z23 e l’assieme composto da ogiva – o fairing -, satellite, adattatore di volo, AVUM e il terzo stadio Zefiro 9 (Z9).

Dopo questo evento, le principali misurazioni ed osservazioni di telemetria sono risultate essere le seguenti:

  • a 135 secondi, la traiettoria dell’assieme superiore ha cominciato a deviare dalla traiettoria nominale;
  • a 213 secondi, in conformità con le procedure di sicurezza in vigore al Centro Spaziale della Guyana, un comando di neutralizzazione è stato inviato dalle autorità di sicurezza, e ne è stata confermata l’esecuzione dall’analisi dei dati della telemetria;
  • a 314 secondi, i radar a terra e le stazioni di telemetria non hanno più ricevuto i dati ed i segnali di telemetria dal lanciatore.

La missione è giunta ad una conclusione prematura, senza causare alcun danno a persone o cose.

Cause dell’anomalia e piano di lavoro

Sulla base di queste osservazioni, e di analisi ulteriori riguardanti i pochi millisecondi vicini all’anomalia, la Commissione ha effettuato un’analisi sistematica ed esauriente delle possibili cause. La Commissione ha identificato come causa più probabile dell’anomalia un guasto termo-strutturale nella parte superiore (cupola) del motore Z23. Altre possibili cause, come ad esempio un’accidentale attivazione del sistema di neutralizzazione di Z23, sono state ritenute improbabili.

Inoltre, a seguito di indagini specifiche, la Commissione Indipendente di Inchiesta non ha trovato alcuna evidenza di atti dolosi.

La Commissione ha proposto:

  • un piano di verifica esaustivo dei risultati sulla base delle analisi e dei test,
  • un insieme di azioni correttive su tutti i sottosistemi, processi ed apparati interessati.

Questo piano di azione deve consentire la ripresa dei lanci di Vega nelle condizioni di affidabilità richieste, nel primo trimestre del 2020. Un punto chiave convaliderà l’effettiva implementazione delle raccomandazioni della Commissione prima della ripresa dei voli, e presenterà le proprie conclusioni finali ad ESA e ad Arianespace.

Daniel Neuenschwander, Direttore ESA dei Trasporti Spaziali, ha dichiarato: “Nelle scorse settimane, i membri della Commissione d’Inchiesta hanno svolto un lavoro straordinario, con il sostegno del contraente principale, Avio. Voglio incoraggiare tutte le squadre ad attuare le misure correttive per un affidabile ritorno al volo di Vega, assicurando all’Europa piena autonomia di accesso allo spazio”.

Stéphan Israël, Amministratore delegato di Arianespace, ha aggiunto: “Vorrei ringraziare i co-presidenti della Commissione Indipendente d’Inchiesta, come anche gli altri membri. Il loro lavoro nell’identificare le cause dell’anomalia del volo VV15, e le azioni ben definite da svolgere da ora e fino alla fine dell’anno, apriranno la strada alla ripresa dei lanci Vega a partire dal primo trimestre del 2020, in conformità con le condizioni di affidabilità richieste. Insieme al nostro partner industriale Avio, faremo tutto ciò che è in nostro potere per ricollegarci ai 14 lanci di successo già registrati dal nostro lanciatore leggero”.

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