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Fulmini blu sotto controllo con Asim

Fulmini blu sotto controllo con Asim

Elfi, spiritelli rossi e fulmini blu: nomi pittoreschi che sembrano evocare scenari da romanzo fantasy, ma in realtà associati a fenomeni concreti che si verificano nella parte alta dell’atmosfera della Terra. I meccanismi sottesi a queste manifestazioni naturali sono in gran parte ancora sconosciuti, ma per alcuni di essi la nebbia si sta diradando grazie agli strumenti di Asim (Atmosphere-Space Interactions Monitor), progetto finanziato dall’Esa e sviluppato da un consorzio di università ed imprese europee, tra cui figura anche Ohb Italia.

Asim, ideato per studiare i lampi gamma terrestri (Tgf – Terrestrial Gamma-ray Flash) e gli eventi luminosi transitori (TleTransient Luminous Events), gode di un punto di vista privilegiato sull’atmosfera terrestre: da un anno, infatti, si trova collocato sulla Stazione Spaziale Internazionale, all’esterno del laboratorio europeo Columbus e punta i suoi strumenti su questi particolari fenomeni, anche per capire quale correlazione ci sia tra essi e i temporali e come questi ultimi possano influenzare l’atmosfera e il clima. La collocazione sulla Iss si è rivelata vincente, sia perché orbita ad una quota relativamente bassa sia perché il suo percorso tocca aree della Terra in cui i temporali sono molto frequenti. Non è un caso, quindi, che le prime immagini dei fulmini blu siano state realizzate nel 2015 proprio dalla Iss, dall’astronauta danese dell’Esa Andreas Mogensen (foto in alto).

Dopo un anno en plein air, Asim ha fornito agli studiosi un set di dati che ha permesso di stabilire che i Tgf si formano nell’atmosfera; i lampi, che si verificano in connessione con fulmini e temporali, sono brevi esplosioni di raggi gamma ad alta energia. Inoltre, il team della missione ha riscontrato un numero molto elevato di fulmini blu che si diffondono come fuochi artificiali al di sopra delle nubi temporalesche. Queste scoperte, che saranno oggetto di specifici articoli scientifici nel corso di quest’anno, sono state presentate ieri durante l’assemblea generale della European Geosciences Union, in corso a Vienna. I due strumenti principali su cui si basa il lavoro di Asim sono Mxgs (Modular X– and Gamma-ray Sensor) e Mmia (Modular Multi-spectral Imaging Array), il cui software è stato aggiornato di recente per migliorare le loro capacità di misurazione e la loro sensibilità nel cogliere le radiazioni gamma. Nel futuro di Asim, che ha richiesto ben 14 anni di impegno tra sviluppo e costruzione, ci sono piani ambiziosi: il team della missione, infatti, ha in mente di estendere il suo compito scientifico anche alle aurore e alle meteore.

 

Autore

Valeria Guarnieri

Nata in tempo utile per vivere sin dall'inizio il fenomeno Star Wars, lavora in ASI dal 2000 e dal 2011 si occupa di comunicazione web presso l'Unità Relazioni Esterne e URP dell'ente. Dedica la maggior parte del tempo libero alla montagna, suo grande amore.

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