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Il nostro Sistema Solare ha un ospite d’eccezione: si chiama 3I/Atlas ed è una cometa “aliena” arrivata da molto lontano, ben oltre i confini del nostro vicinato cosmico!

Ha quasi 12 miliardi di anni ed è incredibilmente ricca di molecole organiche, motivo per cui questa scoperta sta entusiasmando gli scienziati di tutto il mondo.

3I/ATLAS è il terzo oggetto interstellare mai confermato nel nostro Sistema Solare, dopo il famoso asteroide a forma di sigaro Oumuamua (scoperto nel 2017) e la cometa 2I/Borisov (scoperta nel 2019), ed è di gran lunga il più veloce dei tre. Individuata nel luglio del 2025 dal telescopio Atlas situato a Rio Hurtado, Cile, questa palla di ghiaccio e polvere sta sfrecciando a 58 chilometri al secondo portando con sé preziose testimonianze del passato. Secondo un recente studio della Nasa, 3I/ATLAS non è solo una viaggiatrice instancabile, ma un vero e proprio fossile vivente: potrebbe avere tra i 10 e i 12 miliardi di anni. È nata quando la nostra galassia, la Via Lattea, era ancora ai suoi albori, il che la rende la cometa più antica mai osservata dall’umanità.

Immagine che mostra il disco spesso (thick disk) e il disco sottile (thin disk) della nostra Via Lattea Crediti: Nasa/JPL Caltech/R.Hurt/SSC

Ma come fanno gli scienziati a calcolare l’età di una cometa? La risposta è nella sua “impronta digitale” chimica. Analizzandola con il potentissimo telescopio spaziale James Webb, i ricercatori hanno scoperto che gli elementi chimici al suo interno (in particolare il carbonio e l’acqua) hanno caratteristiche tipiche dello spazio di miliardi di anni fa. La “ricetta” chimica di 3I/ATLAS indica che si è formata in un’epoca primordiale, in un ambiente freddissimo (a quasi 250 gradi sottozero) e molto diverso da quello in cui è nato il nostro Sistema Solare.

Oltre al carbonio, l’acqua della cometa è risultata insolitamente ricca di “deuterio” (un isotopo pesante dell’idrogeno). Questa abbondanza si forma solo a temperature vicine allo zero assoluto, confermando la sua nascita in una nube interstellare primordiale.

C’è un altro dettaglio che ha stupito gli astronomi: 3I/ATLAS rilascia nello spazio quantità enormi di metanolo, una molecola organica semplice. Le osservazioni fatte con i radiotelescopi Alma  hanno misurato valori mai visti prima in una cometa. Rispetto alle comete del nostro Sistema Solare, 3I/ATLAS si distingue nettamente per questa caratteristica. Molecole come il metanolo, l’acqua e l’anidride carbonica sono i “mattoni” essenziali per la vita e scoprire la loro presenza su un oggetto così antico suggerisce che gli ingredienti fondamentali per creare mondi abitabili fossero già disponibili agli albori dell’Universo.

Anche il telescopio spaziale Spherex della Nasa ha contribuito a questo ritratto chimico, osservando la cometa nel dicembre del 2025 mentre si allontanava dal Sole: invece di spegnersi, 3I/ATLAS è esplosa in un’eruzione di gas e polveri, rilasciando materiali intrappolati per miliardi di anni sotto la sua superficie ghiacciata.

Ma da dove proviene esattamente questo reperto cosmico? La sua traiettoria indica che arriva dal cosiddetto “disco spesso” della Via Lattea, il quartiere più antico della nostra galassia. Considerando la sua veneranda età, è quasi certo che la stella attorno a cui questa cometa si è formata non esista più: potrebbe essersi spenta o essere esplosa miliardi di anni fa.

Le indagini, tuttavia, non si fermano: il telescopio Tess della Nasa ha puntato i suoi sensori sulla cometa a gennaio del 2026 per studiarne la rotazione del nucleo, aggiungendo un altro tassello per capire da che tipo di mondo provenga.

3I/ATLAS rimane, dunque, l’unico frammento di un sistema solare fantasma. Un messaggero silenzioso che ha viaggiato per un’eternità per svelarci un grande segreto: gli ingredienti per costruire mondi abitabili erano già sparsi nell’oscurità dell’Universo primordiale.

 

Immagine in alto: 3I/ATLAS ripresa dal Telescopio Hubble Space. Crediti: Nasa, Esa, STScI, D. Jewitt (UCLA). Immagine processata da: J. DePasquale (STScI))