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Allacciate le cinture: oggi vi portiamo in volo sopra Marte per esplorare, una regione degli altopiani meridionali. Lo faremo grazie alle immagini scattate dalla sonda Mars Express, missione Esa con il contributo italiano.

Ci dirigiamo verso nord lungo una vasta valle, dove percorriamo un ‘corridoio’ racchiuso da due ripide scarpate: Scylla Scopulus sulla sinistra e Charybdis Scopulus sulla destra. Su Marte, il termine Scopulus indica vere e proprie scogliere, scolpite dal tempo e dai processi tettonici, nel passato molto più attivi di oggi.

Questa lunga depressione tra le due strutture è chiamata graben e si è formata quando la crosta marziana si è fratturata e allargata, facendo sprofondare il terreno centrale. Il graben che stiamo sorvolando è largo circa 75 chilometri e profondo fino a 1 chilometro.

Proseguendo, sulla sinistra compare l’imponente cratere Bakhuysen. Misura circa 150 chilometri di diametro: quasi quanto l’intera Slovenia. Arriviamo infine davanti al cratere Flaugergues, con i suoi 240 chilometri di diametro: un’area che, per estensione, è paragonabile invece all’Estonia.

Metà del fondo del cratere è particolarmente accidentata. Alcune zone raggiungono i 1000 metri d’altezza, creando un paesaggio irregolare e complesso. Si distingue anche una valle che attraversa quest’area rocciosa: una traccia lasciata probabilmente dall’azione combinata del vento e di antiche colate di lava.

Marte, oggi freddo e silenzioso, conserva sulla sua superficie le prove di un passato dinamico ed energico fatto di fratture, impatti e trasformazioni durate miliardi di anni.