L’intelligenza artificiale sta entrando sempre più nella nostra vita quotidiana. Sono in continuo aumento gli strumenti a disposizione, così come i corsi – spesso gratuiti – per integrare al meglio l’AI nelle diverse professioni. Uno dei casi più recenti è l’Anthropic Academy, una risorsa messa a disposizione dall’azienda fondata da Daniela e Dario Amodei, i fratelli italo-americani della Silicon Valley, per esplorare le potenzialità della piattaforma di intelligenza artificiale generativa Claude.

La stessa tecnologia che, qualche mese fa, ha permesso per la prima volta a un veicolo su Marte di muoversi autonomamente.

Protagonista è il rover Perseverance della Nasa, giunto nel febbraio 2021 nel cratere Jezero per cercare antiche tracce di vita passata sul pianeta rosso.

Il Jpl della Nasa ha utilizzato Claude per pianificare una rotta di 400 metri di Perseverance attraverso una zona rocciosa della superficie marziana. Obiettivo di questo primo esperimento era superare una delle sfide maggiori della guida marziana, ovvero il tempo di latenza. Tra la Terra e Marte c’è infatti un ritardo nelle comunicazioni che può arrivare fino a circa venti minuti, a seconda delle posizioni orbitali dei due pianeti. Esplorare Marte significa dunque operare sempre “nel passato”: quando vediamo cosa è successo, il rover ha già agito. Questo rende impossibile inviare comandi in tempo reale, e ogni movimento del rover deve essere pianificato in anticipo.

Fino a oggi questo lavoro è sempre stato fatto a distanza dal team di missione: gli ingegneri e i tecnici analizzano immagini, studiano il terreno, evitano ostacoli e costruiscono una sequenza di tappe –  i cosiddetti waypoint – che il rover segue poi in autonomia.

Nel test condotto dal Jpl, invece, questo processo è stato affidato al modello di intelligenza artificiale Claude, che è riuscito a costruire per Perseverance un percorso breve ma sicuro.

Prima di essere inviato su Marte, il piano è stato verificato in simulazione con centinaia di migliaia di variabili, esattamente come avviene per ogni comando critico. Il percorso è stato poi completato dal rover marziano senza problemi.

È un traguardo tecnico, ma anche simbolico. Perché segna il passaggio da veicoli spaziali guidati manualmente a veicoli sempre più in grado di navigare automamente con successo.  Questo esperimento non è un caso isolato, ma si inserisce in un filone sempre più promettente. Da anni infatti la Nasa e altre agenzie stanno studiando come integrare l’intelligenza artificiale nelle missioni spaziali, con risultati già incoraggianti.

Un primo esperimento, anche se tecnicamente meno avanzato di quello svolto con Claude, è stato realizzato nel 2024 sempre su Perseverance. In quel caso la Nasa ha utilizzato l’AI per inviare un comando allo strumento Pixl, dispositivo di precisione a raggi X situato all’estremità del braccio robotico del rover, in grado di mappare la composizione chimica dei minerali analizzati.

Di nuovo su Marte, ma questa volta con uno sguardo dall’alto, la sonda Mro della Nasa ha usato un algoritmo di intelligenza artificiale per individuare un nuovo cratere d’impatto sul pianeta rosso.

Mentre non mancano le applicazioni dell’intelligenza artificiale a servizio dell’Osservazione della Terra, del miglioramento delle prestazioni satellitari e persino della costruzione di razzi spaziali.

Anche l’Italia è attiva in questo ambito: per esempio, l’Agenzia Spaziale Italiana sta sviluppando il progetto Future, che punta a rendere i satelliti in orbita sempre più autonomi grazie all’intelligenza artificiale.
E le stesse tecnologie sono già pensate anche per le missioni umane, con l’obiettivo di monitorare lo stato di salute degli astronauti, le condizioni ambientali e i potenziali pericoli.

Dalle nostre chat allo spazio, l’intelligenza artificiale sta già portando con sé notevoli vantaggi nel settore, dall’automazione delle missioni all’analisi avanzata delle immense quantità di dati raccolti. Ma come ogni rivoluzione tecnologica, non mancano i rischi – un tema su cui le diverse agenzie spaziali sono chiamate a ragionare per garantire un utilizzo sicuro dell’AI nello spazio.