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La rivoluzione energetica potrebbe arrivare dallo spazio

La rivoluzione energetica potrebbe arrivare dallo spazio

Un gruppo di  scienziati della Stanford University, ha dimostrato per la prima volta che il calore del Sole e il freddo proveniente dallo spazio possono essere immagazzinati contemporaneamente in un unico dispositivo. Lo strumento in questione, combina il raffreddamento radiativo con la tecnologia che permette di assorbire l’energia solare.

Gli oggetti  – si legge nello studio – emanano calore come radiazione infrarossa, una forma di luce invisibile all’occhio umano. La maggior parte di questa radiazione viene riflessa sulla Terra da particelle nell’atmosfera che la rimandano indietro, ma parte di essa si disperde nello spazio, consentendo alle superfici che emettono una quantità sufficiente di radiazioni all’interno della gamma dell’infrarosso di scendere sotto la temperatura dell’ambiente circostante. La tecnologia di raffreddamento radiativo, riflette notevoli quantità di luce infrarossa e può essere usata per creare un’alternativa alla comune aria condizionata, ma priva di emissioni dannose per l’ambiente.

Lo strumento ideato dai ricercatori di Stanford, è costituito da un pannello di germanio in grado di catturare l’energia solare, posizionato sopra a un raffreddatore radiativo  con nitruro di silicio, silicio e strati  di alluminio racchiusi nel vuoto, per ridurre al minimo la perdita di calore che si vuole trattenere. Il pannello solare e l’atmosfera sono trasparenti nella gamma dell’infrarosso medio di 8-13 micron: questa caratteristica offre però un canale per la dispersione delle radiazione infrarossa del raffreddatore radiativo che può così passare nello spazio esterno. 

Secondo il parere degli scienziati, in futuro, riducendo in scala lo strumento, sarà possibile posizionare il  dispositivo sul tetto di una casa: così facendo una cella fotovoltaica fornisce l’elettricità, mentre il radiatore raffredda l’abitazione durante le giornate estive. Una volta migliorata e brevettata, la tecnologia potrebbe rivoluzionare il processo di costruzione delle celle solari attualmente sul mercato, trasformandole in dispositivi con una doppia funzione e un impatto minore sull’ambiente.

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