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Illusione ottica nel cuore della Via Lattea

Illusione ottica nel cuore della Via Lattea

Via Lattea in vena di scherzi: la scorsa primavera aveva messo in subbuglio la comunità scientifica per la presenza di inaspettate ed elevate quantità di scandioittrio e vanadio nei pressi del suo buco nero. Un nuovo studio, frutto di una collaborazione tra l’Università di Lund (Svezia) e l’Università della California Los Angeles (Ucla), ha fornito una spiegazione per il fenomeno, sostenendo che si è trattato di un’illusione ottica. La ricerca, che ha visto anche la partecipazione dell’Inaf (Osservatorio di Bologna), è stata illustrata nell’articolo “Evidence against Anomalous Compositions for Giants in the Galactic Nuclear Star Cluster”, pubblicato recentemente su The Astrophysical Journal. L’apparente presenza dei tre rari elementi era stata individuata nelle linee spettrali di alcune stelle giganti rosse, situate a una distanza di meno di tre anni luce dal buco nero posto al centro della Via Lattea. Erano state anche formulate alcune ipotesi: la presenza dei tre elementi sarebbe stata dovuta o ad antiche stelle fatte a pezzi dall’azione del buco nero oppure ai detriti derivanti dalla collisione di stelle di neutroni.

Gli autori del nuovo studio in materia ritengono invece che le linee spettrali utilizzate per individuare i tre elementi siano state una sorta di illusione ottica, causata dalle temperature delle stelle prese in considerazione; queste giganti rosse, infatti, hanno consumato gran parte dell’idrogeno e le loro temperature sono scese a circa la metà di quella del Sole, causando un’alterazione nelle misurazioni delle linee spetrali. Nello specifico, gli elettroni degli elementi si comportano diversamente a seconda della temperatura e questo fattore può creare dei fraintendimenti nelle analisi spettroscopiche.

Il gruppo di lavoro, che si è avvalso anche di specialisti nel campo della fisica degli atomi, ha effettuato le verifiche con il telescopio del Keck Observatory alle Hawaii, inserendo questa attività in una più vasta mappatura degli elementi presenti delle zone centrali della Via Lattea. La campagna viene condotta con uno spettrometro ad alta risoluzione ed è focalizzata soprattutto sul vicino infrarosso in quanto può scrutare il cuore della nostra galassia senza farsi ostacolare dalle polveri.Gli astrofisici ritengono che lo studio delle linee spettrali delle stelle può essere di grande aiuto per definire al meglio la storia della Via Lattea e, più in generale, i processi evolutivi delle galassie.

Autore

Valeria Guarnieri

Nata in tempo utile per vivere sin dall'inizio il fenomeno Star Wars, lavora in ASI dal 2000 e dal 2011 si occupa di comunicazione web presso l'Unità Relazioni Esterne e URP dell'ente. Dedica la maggior parte del tempo libero alla montagna, suo grande amore.

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