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Una pioggia di giovani cluster nel ‘cuore’ di Perseo

Una pioggia di giovani cluster nel ‘cuore’ di Perseo

Sono migliaia e si sono formati – ad un ritmo pressoché costante – nell’ultimo miliardo di anni, collocandosi intorno alla grande galassia ellittica Ngc 1275, situata al centro del cluster di Perseo: si tratta di un’ampia ‘famiglia’ di cluster globulari, osservata da Hubble con la sua fotocamera Acs (Advanced Camera for Surveys). La scoperta, avvenuta passando al setaccio le foto che il telescopio Nasa-Esa ha scattato alla galassia, è stata illustrata su Nature Astronomy (articolo: “Sustained formation of progenitor globular clusters in a giant elliptical galaxy”); l’indagine è stata curata da un gruppo internazionale di ricercatori, coordinato dal Dipartimento di Fisica dell’Università di Hong Kong.

I cluster globulari, caratterizzati da una forma tondeggiante, sono gruppi costituiti da migliaia (o addirittura milioni) di antiche stelle, trattenute insieme dalla forza di gravità; la loro struttura sferica, dovuta all’azione della gravità, può avere un diametro che oscilla tra i 100 e i 200 anni luce. Per quanto riguarda gli ammassi che cingono Ngc 1275, gli astronomi hanno riscontrato che la loro formazione è piuttosto recente, in termini astronomici, e che hanno avuto origine da una complessa rete di gas freddo presente ai confini di questa galassia.

I ricercatori, inoltre, hanno notato che il gas freddo tende a precipitare da quello caldo che pervade l’intero cluster di Perseo, uno degli oggetti celesti più massicci presenti nell’Universo situato a 240 milioni di anni luce; questo processo, che comporta un rapido raffreddamento del gas, conduce alla creazione dei cluster globulari. Una volta formatisi, i giovani ammassi non rimangono nel luogo dove sono nati, ma si muovono verso l’interno, ‘piovendo’ letteralmente su Ngc 1275 proprio come le gocce di pioggia scendono dalle nuove. Gli studiosi ipotizzano, quindi, che lo scintillio intenso delle galassie situate al centro dei cluster galattici – una questione ancora poco chiara – potrebbe essere attribuito a questa ‘pioggia’ costituita da ammassi globulari. La foto di Hubble (in alto – credits: J. Lim et al.) mostra l’ambiente intorno a Ngc 1275: in blu i giovani cluster e in rosso i filamenti di gas freddo.

La nuova ricerca, quindi, aggiunge nuovi tasselli all’identikit di questi sistemi stellari, tra i più arcaici tra quelli presenti nell’Universo. I cluster globulari, infatti, sono ritenuti di grande interesse dagli studiosi in quanto rappresentano dei veri e propri ‘fossili’ dell’epoca remota in cui le galassie si andavano formando.

Circa l'autore

Valeria Guarnieri

Nata in tempo utile per vivere sin dall'inizio il fenomeno Star Wars, lavora in ASI dal 2000 e dal 2011 si occupa di comunicazione web presso l'Unità Relazioni Esterne e URP dell'ente. Dedica la maggior parte del tempo libero alla montagna, suo grande amore.

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