Il futuro dell’esplorazione di Marte sarà affidato ancora agli elicotteri, dopo la positiva missione di Ingenuity della Nasa che ha volteggiato nei cieli del pianeta dal 2021 al 2024. La preziosa eredità del piccolo velivolo è alla base della missione SkyFall, anch’essa ‘firmata’ Nasa, che si fonderà su un trio di apparecchi il cui lancio è in programma nel 2028.

Ma SkyFall non sarà un punto di arrivo: infatti, l’agenzia spaziale statunitense si sta ulteriormente proiettando in avanti e sta già pensando a una nuova generazione di velivoli che solcheranno i cieli di Marte con una migliore capacità di volo. I tecnici del Centro Ames della Nasa stanno collaborando con quelli dell’Imperial College di Londra e dell’Università di Nagoya per sviluppare nuove pale per elicotteri marziani; il team è al lavoro sia con simulazioni informatiche, sia tramite test nella galleria del vento e la sua attività è stata illustrata in un recente studio di Aiaa Journal.

I tecnici, basandosi sulle pale utilizzate per Ingenuity e quelle progettate per SkyFall, stanno esplorando un tipo di design che possa consentire ai futuri velivoli di effettuare voli più lunghi e a una maggiore altitudine. Il gruppo di lavoro, quindi, ha proposto un nuovo profilo alare, chiamato roamx-0201: la sua forma più sottile e asimmetrica può garantire prestazioni migliori anche in condizioni difficili.

Questo risultato è emerso dal confronto tra le caratteristiche delle pale di Ingenuity e roamx-0201: il nuovo profilo alare, secondo gli studiosi, potrebbe estendere il raggio d’azione dei futuri elicotteri fino a far percorrere loro oltre 18 chilometri in un singolo volo. Roamx-0201, inoltre, ha dimostrato di riuscire a muoversi più a lungo e ad una velocità elevata, prima di raggiungere la condizione critica definita drag divergence: questa situazione si verifica quando le pale si avvicinano alla velocità del suono, che su Marte ha un valore inferiore rispetto alla Terra. Infine, il design di roamx-0201 è stato in grado di affrontare meglio le condizioni di stallo e di volgere a suo favore le turbolenze per generare portanza e favorire il raggiungimento di una maggiore altitudine.

Il percorso che porterà all’utilizzo effettivo di questo tipo di pala è ancora lungo, ma i tecnici ritengono che i risultati ottenuti sinora possano condurre a missioni esplorative più efficienti e schiudere nuove prospettive di ricerca.

In alto: Ingenuity su Marte (Crediti: Nasa) 

In basso: il profilo della pala di Ingenuity a confronto con roamx-0201 (Crediti: Nasa) 

Confronto tra le pale di Ingenuity e le nuove pale

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