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Vss Unity mette le ali

La navetta SpaceShipTwo della Virgin Galactic ha raggiunto per la prima volta lo spazio, o perlomeno l’altezza minima considerata come tale.

Il Vss Unity suborbital spaceliner della Virgin ha infatti raggiunto l’altitudine massima di 82,7 chilometri durante un volo di prova a razzo nel deserto del Mojave della California. Gli 80 km di altezza sono il confine al quale la Nasa e l’aeronautica degli Stati Uniti fa riferimento per il conferimento delle ali degli astronauti. Resta al di sotto della più famosa “Linea Karman” a 100 km di altezza. La Karman Line è forse più comunemente accettata.

Il volo di iniziato alle 17 italiane del 13 dicembre appena Vss Unity ha preso il volo sotto il suo velivolo WhiteKnightTwo, dal Mojave Air e Space Port. L’unità VSS è stata sganciata ad un’altitudine di circa 15.000 metri, a quel punto il pilota Mark Stucky e il co-pilota Frederick C.J. Sturckow hanno attivato il motore del missile spaziale.

60 secondi di spinta che hanno portato la SpaceShip Unity ad una velocità massima di Mach 2.9, cioè 2,9 volte la velocità del suono. La missione è poi terminata alle 18.15 italiane, quando la navetta è rientrata sulla pista di atterraggio nel Mojave.

Il volo è stata la quarta missione di test su razzo di VSS Unity, che Virgin Galactic ha presentato ufficialmente a febbraio 2016. Gli altri tre test a motore si sono verificati ad aprile, maggio e luglio di quest’anno e hanno portato Unity a quote massime di 25,7, 34,9 e 52 km, rispettivamente. L’obiettivo come detto è 100. In un recente evento a Houston l’amministratore delegato della Virgin Walter Whiteside si è detto sicuro che il 2019 sarà l’anno di avvio dei voli commerciali, con almeno 3 se non 4 voli durante l’anno. L’obiettivo è ambizioso. Arrivare anche ad un volo al mese, anche più, via via negli anni, i clienti pare non manchino.

In questo “affare”, che vede anche una componente di sfruttamento scientifico, c’è un pezzo di Italia, con l’accordo quadro con Altec, società di Torino co-partecipata da Agenzia spaziale italiana  e Thales Alenia Space, ma anche con Sitael per la messa in orbita di satelliti. Accordi che prevedono anche la realizzazione di uno spazioporto in Puglia, a Grottaglie, l’unico in Europa dei 4 che la Virgin ha intenzione di realizzare in tutto il mondo. Oltre Mojave e Grottaglie, nella penisola arabica e in Oceania.

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