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Salvi i cieli intatti del Cerro Paranal

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Pericolo scampato per i cieli incontaminati del Cerro Paranal, la montagna cilena del deserto di Atacama che ospita da quasi 27 anni l’omonimo Osservatorio realizzato e gestito dall’Eso (European Southern Observatory): è stata annunciata proprio in questi giorni la cancellazione del progetto di un ampio complesso industriale che sarebbe dovuto sorgere a soli 11 chilometri di distanza dalle strutture dell’Osservatorio, costituendo un’insidia per i cieli bui e limpidi della zona.

Il progetto, presentato a fine 2024 e successivamente sottoposto a una valutazione dell’impatto ambientale, riguardava un impianto green per la produzione di idrogeno e ammoniaca che si sarebbe esteso per oltre 3mila ettari, comprendendo anche strutture portuali. Un complesso così vasto non solo avrebbe prodotto inquinamento luminoso, ma anche emissioni di polveri che avrebbero influenzato le turbolenze atmosferiche, disturbando le attività di ricerca dell’Osservatorio. Gli studiosi avevano stimato che le strutture più colpite sarebbero state i telescopi Vlt ed Elt, l’interferometro Vlt e l’osservatorio Ctao-Sud, al momento in costruzione.

Il deserto di Atacama presenta due caratteristiche fondamentali per la ricerca astronomica: assenza di inquinamento luminoso e stabilità atmosferica. La qualità dei cieli che sovrastano l’Osservatorio è stata riconosciuta anche in uno studio di Monthly Notices of the Royal Astronomical Society sull’inquinamento luminoso, pubblicato nel 2022 e il cui primo autore è Fabio Falchi (Università di Santiago di Compostela e Istituto di Scienza e Tecnologia dell’Inquinamento Luminoso).

La notizia della cancellazione è stata accolta con sollievo dai vertici del’Eso e dalla comunità scientifica, che ora attendono la conferma di tale atto dal Servizio di Valutazione Ambientale del Cile. La vicenda, che aveva avuto una vasta eco nell’opinione pubblica, evidenzia la necessità di stabilire delle misure che tutelino le aree limitrofe agli osservatori astronomici e i loro cieli, un patrimonio naturale insostituibile. Gli astronomi, spiegano gli esperti dell’Eso, non sono contrari a progetti che favoriscono la diffusione di energia verde e sostenibile, purché sia rispettata la giusta distanza per preservare i cieli bui e puliti, così necessari agli osservatori e ai telescopi.

In alto: veduta aerea del telescopio Vlt sul Cerro Paranal (Crediti: J.L. Dauvergne & G. Hüdepohl – atacamaphoto.com/Eso)

Valeria Guarnieri: Nata in tempo utile per vivere sin dall'inizio il fenomeno Star Wars, è laureata in Lettere Moderne con lode all'Università di Roma "La Sapienza" e lavora in ASI dal 2000. Dal 2011 si occupa di comunicazione web e social presso l'Ufficio Comunicazione dell'ente. Dedica la maggior parte del tempo libero alla montagna, suo grande amore.