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Terraformare Marte, un traguardo ancora lontano

Terraformare Marte, un traguardo ancora lontano

NUOVO STUDIO/Secondo uno studio sponsorizzato dalla Nasa le possibilità di terraformare il pianeta rosso sono remote per via delle tecnologie attualmente a disposizione

Fulvia Croci31 luglio 2018

Terraformare Marte, non sarà così semplice almeno con i mezzi attualmente a disposizione. Una delle proposte che renderebbero il pianeta rosso  adatto alla vita prevede il rilascio di gas di diossido di carbonio intrappolato nella superficie marziana per poi utilizzarlo per addensare l’atmosfera e riscaldare così il pianeta. Questa teoria non vede però una riuscita pratica, a causa della scarsa quantità di anidride carbonica presente, che non sarebbe sufficiente al riscaldamento dell’atmosfera.

Anche se l’atmosfera di Marte è composta per lo più di anidride carbonica, è troppo sottile e fredda per supportare la presenza di acqua liquida, ingrediente essenziale per la vita. Sul pianeta rosso, la pressione dell’atmosfera è pari allo 0,6 % di quella terrestre: con queste condizioni l’acqua evaporerebbe o congelerebbe in tempi brevi. Lo studio realizzato dalla Northern Arizona University ha sfruttato venti anni di osservazioni del pianeta, realizzate da diverse sonde prendendo in considerazioni varie possibilità. ”Questi dati ci hanno fornito ulteriori conoscenze sull’ossigeno e sull’anidride carbonica di Marte – ha detto Christopher Edwards, co-autore della ricerca – e anche sull’abbondanza di sostanze volatili intrappolate sotto la superficie e sulla percentuale di gas che vanno persi nello spazio. Siamo così giunti alla conclusione che non c’è abbastanza CO2 su Marte da immettere nell’atmosfera e dato che la maggior parte del gas non è accessibile, al momento non è possibile pensare alla terraformazione del pianeta.

Una seconda fonte di CO2 è presente all’interno delle particelle di polvere del suolo marziano anche se i ricercatori stimano che il riscaldamento del suolo possa fornire fino al 4% della pressione necessaria. I  minerali contenenti carbonio sepolti nella profondità della crosta marziana, potrebbero contenere la quantità di CO2 richiesta, ma l’estensione di questi depositi  è sconosciuta e non rilevabile attraverso i dati orbitali delle sonde. Sebbene la superficie di Marte sia attualmente inospitale per la vita, le sue caratteristiche superficiali indicano che l’acqua era un tempo presente sul pianeta. Questi dati sono stati recentemente supportati dalla scoperta di un bacino di acqua liquida sotto la superfice di Marte ad opera dello strumento Marsis a bordo della sonda Mars Express.

Gli scienziati ritengono che la maggior parte dell’atmosfera marziana sia stata spazzata via dal vento e dalle radiazioni solari. Questa perdita è stata lenta e ha permesso all’atmosfera di svanire a un tasso di degenerazione estremamente basso. Nonostante questi numeri, le stime odierne indicano che  ci vorrebbero circa 10 milioni di anni solo per raddoppiare l’atmosfera del pianeta.

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