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Le dieci news 2019 secondo Globalscience

31 dicembre e come ogni anno andiamo a ripercorrere gli avvenimenti principali, nel settore aerospaziale, del 2019 rigorosamente dal nostro punto vista.

Non si può non iniziare con Ultima Thule, l’oggetto a forma di “scamorza” oggetto del rendez vous della sonda Nasa New Horizons al di là di Plutone a ridosso della fascia di Kuipers, a oltre 6 miliardi di chilometri dalla Terra. In realtà il rendez vous è avvenuto alla fine del 2018, ma le prime immagini sono giunte il 1 gennaio del 2019. Meglio di così non si poteva iniziare.

Ultima Thule vista da New Horizons (Credits: Nasa)

Due giorni dopo la storia dell’esplorazione del nostro sistema solare aggiungeva un’altro record ai suoi primati. La sonda cinese Chang’é 4 atterra sul lato nascosto della Luna. E’ stata la prima volta per una sonda e un rover terrestre. Non che non si conosca la morfologia della parte nascosta del nostro satellite, la sonda NASA Lro ha tracciato la mappa di tutto il satellite, ma la rotazione sincrona con il nostro pianeta, rende intermittenti le comunicazioni complicando sia le operazioni di allunaggio che la gestione successiva.

E’ la notte tra il 21 e il 22 marzo in Italia (il passaggio alla primavera) quando il satellite italiano PRISMA entra in orbita intorno alla Terra con i suoi occhi iperspettrali per osservare il nostro Pianeta dandoci indicazioni sul suo stato di salute con dati mai avuti prima. PRISMA è infatti  un satellite dimostratore dell’Agenzia Spaziale Italiana e per la sua realizzazione, lancio e ricezione dati sono coinvolte industrie nazionali e numerose PMI. Il satellite PRISMA andrà a completare l’offerta attuale nel segmento spaziale di Osservazione della Terra dell’Agenzia Spaziale Italiana, finora essenzialmente basato sui Radar ad Apertura Sintetica della costellazione COSMO-SkyMed, con un sensore ottico iperspettrale innovativo, in grado di acquisire immagini della superficie terrestre contenenti informazioni sulla composizione chimico-fisica degli oggetti presenti nella scena osservata e quindi di fornire un contributo informativo unico per diverse applicazioni.

E’ il 10 aprile quando viene annunciata al mondo la prima istantanea di un buco nero. L’epocale risultato, perché di questo si tratta, è stato ottenuto grazie ad una rete di otto radiotelescopi che opera su scala mondiale e prende il nome di Event Horizon (Eht), un progetto appositamente creato per ottenere le immagini di un buco nero. Protagonista dello scatto, il buco nero al centro di  Messier 87, un’enorme galassia situata nel vicino ammasso della Vergine. Il buco nero ha una massa pari a 6,5 miliardi e mezzo di volte quella del Sole e dista 55 milioni di anni luce dalla Terra.

E’ il 20 luglio quando la sonda soyuz con a bordo l’astronauta dell’Esa Luca Parmitano parte alla volta della Stazione spaziale internazionale per la seconda volta per una missione di lunga durata. La missione, dell’Esa, si chiama Beyond, oltre, nome scelto dallo stesso astronauta sottolineando che quella missione prelude a molto altro per il genere umano: prossima tappa la Luna, per restarci come dice la Nasa, ma soprattutto Marte, Intanto Luca Parmitano si prende gli onori di essere il primo comandante italiano della Stazione spaziale internazionale, incarico che assumerà il 2 ottobre con il ritorno sulla Terra del suo predecessore, il russo Alexei Ovchinin.

Il 20 luglio 2019 è comunque stata una data importante, a prescindere dall’inizio della missione di Luca Parmitano. Ricorreva, infatti, il 50esimo dallo sbarco sulla Luna. E’ stato un anno di celebrazioni, di libri, di documentari, nel mondo e anche in Italia. Ne ricordo, in maniera interessata perché patrocinati e supportati da Asi, alcuni: il documentario Lunar City e la relativa mostra a cura di Alessandra Bonavina; i documentari Luna Italiana e su Oriana Fallaci di Marco Spagnoli; il libro di Alessandro Mortarino Missione Luna, Luna 2069 di Leo Ortolani, Paperone e la Luna d’occasione su Topolino.

E’ il 2 dicembre quando Luca Parmitano porta a termine quella che alla vigilia appariva come la passeggiata spaziale più critica, la terza prevista per la manutenzione del cacciatore di antimateria Ams-02. La prima si era svolta il 13 novembre e aveva come obbiettivo la manutenzione di uno strumento, Ams (alpha magnetico spectometer) che ha moltissima scienza e tecnologia italiana. L’ultima attività extraveicolare era mirata all’installazione della nuova pompa di raffreddamento. Durata poco più di sei ore, in anticipo rispetto alla tabella di marcia, ha visto l’astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa) cavalcare più volte il braccio robotico per trasportare e poi installare il nuovo componente.

E’ il 28 novembre. Si è conclusa la ministeriale dell’Esa in programma a Siviglia. L’Italia dello spazio raddoppia… o quasi. Con un incremento di quasi un miliardo di euro rispetto al precedente consiglio dell’Agenzia Spaziale Europeo a livello ministeriale, il nostro paese ha portato il proprio contributo nelle casse dell’Esa, per i prossimi tre quattro anni, a 2,282 miliardi di euro che rappresenta per il nostro Paese una quota del 16% del contributo globale dei 22 stati membri.

Copyright ESA–Stephane Corvaja, 2016

Dopo un rinvio di 24 ore è partito alle 9.54 ora italiana del 18 dicembre, dalla base spaziale europea di Kourou nella Guyana francese, il vettore Soyuz con a bordo il primo satellite COSMO-SkyMed di Seconda Generazione (CSG), dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e del Ministero della Difesa.

E’ di fatto l’evento che chiude un anno che dimostra come il settore spaziale non possa permettersi periodi “più tranquilli”. Più diventa democratico il settore spaziale, maggiori e più intense saranno le attività che lo riguarderanno. Ma soprattutto ogni cosa che lo riguarderà avrà sempre più una maggiore eco. Lo spazio è il futuro. Ma non lo è più dal punto di vista scientifico e tecnologico, ma anche economico e diplomatico. E questo lo renderà sempre più primario anche nella comunicazione.

E quindi non possiamo che chiudere questa rassegna con l’annuncio della giornata giunto a chiudere questo significativo anno: l’astronauta Samantha Cristoforetti lascia l’aeronautica militare, di fatto diventando un dipendente Esa a tutti gli effetti. Il perché e il percome non ci riguarda, non questa rassegna di notizie. Sono scelte personali che vanno rispettate dandone solo la stretta informazione.

Buon Anno

Samantha Cristoforetti e Amalia Ercoli Finzi

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