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Diagnostica spaziale

Diagnostica spaziale

La tecnologia spaziale va in aiuto alla medicina. L’agenzia spaziale europea e quella del Regno Unito hanno stanziato un finanziamento pari a 1,2 milioni di euro per lo sviluppo di una macchina a raggi X che sarà in grado di generare immagini ad alta risoluzione utili per la diagnosi precoce dei tumori.

La stessa tecnologia è già stata utilizzato a bordo della sonda Esa Xmm Newton, lanciata nel 1999 per osservare le stelle nelle lunghezze d’onda dei raggi X. Spesso i medici non riescono ad individuare i tumori attraverso i normali raggi X che sono responsabili della produzione di immagini leggermente sfocate, di difficile interpretazione. Di conseguenza le diagnosi subiscono dei ritardi che portano  ad una progressione della malattia senza che nel frattempo possano essere messe in atto le cure adeguate.

La costruzione del macchinario è affidata all’azienda britannica Adaptix, che ha utilizzato la tecnologia spaziale per produrre scansioni tridimensionali che generano immagini estremamente nitide. La macchina, di dimensioni contenute verrebbe posizionata al di sopra del paziente steso su di un lettino e potrebbe essere utilizzata anche negli ambulatori generici, riducendo la necessità di spostamenti negli ospedali e abbreviando i tempi di attesa per i pazienti. Adaptix è un’azienda che fa parte dell’incubatore Esa di Harwell nel Regno Unito che ha fornito le strutture necessarie per sviluppare il macchinario. «L’enorme potenziale della tecnologia spaziale non consiste solo nella scoperta del cosmo- ha dichiarato Chris Skidmore, Ministro della Scienza britannico –  ma può anche aiutarci qui sulla Terra, dato che queste stesse tecnologie possono essere applicate alla medicina per salvare vite umane».

 

 

 

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