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Space weather in versione ‘gioviana’

Space weather in versione ‘gioviana’

È il peso massimo del Sistema Solare e fa le cose in grande anche quando riceve i flussi di particelle cariche emessi dalla nostra stella madre, tanto che gli studiosi parlano di un fenomeno di space weather portato ad estreme conseguenze: protagonista di questa condizione è Giove, che, tenuto sotto osservazione con lo spettrografo Comics del telescopio Subaru, presenta un’atmosfera particolarmente torrida proprio a causa del vento solare. Il fenomeno è al centro di uno studio condotto da una team internazionale di ricercatori, coordinato dal Jet Propulsion Laboratory della Nasa, e pubblicato ieri su Nature Astronomy (articolo: “A brightening of Jupiter’s auroral 7.8-μm CH4 emission during a solar-wind compression”).

Il gruppo di lavoro, analizzando i dati raccolti da Comics (Cooled Mid-Infrared Camera and Spectograph), ha constatato che, ai poli di Giove, le aurore provocano un riscaldamento dell’atmosfera del pianeta ad un livello molto più profondo di quanto ritenuto in precedenza; il calore sarebbe la ‘risposta’ del corpo celeste a questa influenza esterna. Rispetto a quanto avviene sulla Terra con le aurore boreali ed australi, l’effetto delle aurore giovane è più intenso e penetra in profondità negli strati interni dell’atmosfera del pianeta gigante. Il team della ricerca ha notato che i cambiamenti nella temperatura e nella chimica dell’atmosfera di Giove possono verificarsi anche in un solo giorno di ‘bombardamento’ da parte del vento solare, cui si deve la formazione di zone calde (hot spot) nei pressi dei poli, dove si manifestano le aurore.

Grazie alle immagini termiche colte da Comics, per la prima volta gli studiosi hanno potuto associare le variazioni nel vento solare e la risposta dell’atmosfera di un pianeta, risultata piuttosto rapida per le ampie dimensioni dell’area interessata; nella foto in alto, una delle immagini termiche di Giove in cui il giallo e il rosso indicano le aree calde (Credits: Naoj/Nasa/Jpl-Caltech). Il team della ricerca ritiene che approfondire queste reazioni chimico-fisiche può essere utile per studiare altri mondi caratterizzati da un’ambiente inospitale come Giove e, più in generale, i meccanismi sottesi all’evoluzione dei pianeti e delle loro atmosfere.

Autore

Valeria Guarnieri

Nata in tempo utile per vivere sin dall'inizio il fenomeno Star Wars, lavora in ASI dal 2000 e dal 2011 si occupa di comunicazione web presso l'Unità Relazioni Esterne e URP dell'ente. Dedica la maggior parte del tempo libero alla montagna, suo grande amore.

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