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Un mese dopo il lancio di Artemis 2, storica missione che ha riportato un equipaggio intorno alla Luna dopo oltre 50 anni, la navicella Orion è rientrata al Kennedy Space Center di Nasa per le analisi post-volo.
A bordo di Orion, gli astronauti della Nasa Reid Wiseman, Victor Glover e Christina Koch e l’astronauta dell’Agenzia Spaziale Canadese (Csa) Jeremy Hansen hanno effettuato un flyby attorno alla Luna sorvolando la sua faccia nascosta.
L’equipaggio ha raggiunto la distanza record di oltre 406 mila km dalla Terra, spingendosi più lontano di qualsiasi missione umana precedente, per poi rientrare sani e salvi con uno splashdown nell’Oceano Pacifico il 10 aprile.
Durante la fase di rientro a Terra, la capsula Orion, chiamata Integrity, è sfrecciata in atmosfera raggiungendo velocità di circa 40.000 km/h e portando lo scudo termico a temperature intorno ai 2700 °C, proteggendo con successo l’equipaggio.
Presso il Multi-Processing Payload Facility del Kennedy Space Center, i tecnici ora inizieranno le operazioni di disattivazione e smontaggio della navicella Integrity e il recupero dei dati del veicolo, per comprendere meglio le sue prestazioni sia nello spazio profondo sia durante il rientro, così da migliorare procedure e piani per le future missioni Artemis.
Il prossimo step sarà Artemis 3, missione dimostrativa in orbita terrestre prevista nel 2027: un nuovo equipaggio a bordo di una nuova navicella Orion testerà le manovre di prossimità e attracco con uno o entrambi i lander commerciali di SpaceX e Blue Origin, destinati a riportare astronauti sulla Luna. Dopo l’aggiornamento dei piani effettuato da Nasa, l’allunaggio è ora previsto con Artemis 4.
Intanto, in attesa delle valutazioni dettagliate dopo il volo di Artemis 2, gli ingegneri stanno completando importanti test funzionali sul modulo equipaggio della navicella Orion di Artemis 3, che si unirà al modulo di servizio europeo (Esm) più avanti quest’estate. Esm rappresenta un elemento fondamentale della navicella Orion, fornendo energia, propulsione e supporto ai sistemi vitali al modulo abitabile della capsula che ospita l’equipaggio. Esm è il contributo europeo al programma lunare Artemis e la sua costruzione vede il ruolo fondamentale delle aziende italiane Thales Alenia Space Italia e Leonardo.
Immagine in evidenza: Integrity, la capsula Orion di Artemis 2, viene trasportata al Multi-Processing Payload Facility del Kennedy Space Center di Nasa per le analisi post-volo. Crediti: Nasa/Tiffany Fairley.