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Onde in jazz e nanosatelliti, le scoperte al Festival

Onde in jazz e nanosatelliti, le scoperte al Festival

Sala del Trionfo gremita e pubblico catturato dalle note di tre musicisti d’eccezione, Danilo Rea, Paolo Damiani, Martux-m, ieri sera a Genova. Si è concluso con l’entusiasta accoglienza del pubblico lo spettacolo Lights and Waves Rhapsody, racconto in musica della più grande scoperta nel campo della fisica degli ultimi 100 anni, andato in scena al Teatro della Tosse al Festival della Scienza. Sul palco i fisici Immacolata Donnaruma, Paolo D’Avanzo, Fulvio Ricci hanno narrato la prima rivelazione di onde gravitazionali emesse dalla fusione di stelle di neutroni, avvenuta in sinergia tra diversi strumenti, che ha aperto la nuova era dell’astronomia multimessaggera. Tra le parole, le note sapientemente scomposte e ricomposte dal trio di musicisti, un mix di sonorità jazz ed elettroniche che ha proiettato gli spettatori in una dimensione universale. La performance di melodia e improvvisazione, già rappresentata al Festival della Scienza di Roma, all’Auditorium Parco della Musica, andrà in scena a Napoli domenica 11 novembre al Festival Futuro Remoto. L’iniziativa è stata curata dall’Agenzia Spaziale Italiana, dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, dall’Istituto Nazionale di Astrofisica.

un momento della conferenza

Non solo onde ieri al festival; un pubblico attento ha affollato la sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale per il dibattito sui nanosatelliti “un cambio di paradigma per l’evoluzione dei sistemi spaziali che consentirà il controllo della Terra dallo Spazio e big data generati dallo Spazio su una molteplicità di funzioni” ha spiegato Paolo Gaudenzi, docente di Ingegneria Spaziale all’Università La Sapienza di Roma. “Il cambio di paradigma nel settore spaziale avviene perché si riducono le dimensioni, nei prossimi due anni si prevedono 400 lanci” ha aggiunto Pini Gurfil, coordinatore scientifico di Samson, descrivendo le potenzialità del “mattoncino” cubesat, il satellite di 10x10x10 cm base per la costruzione di satelliti modulari. “Il mercato valeva 8 miliardi di dollari, per i prossimi anni ne varrà 38” ha evidenziato Giancarlo Varacalli, dell’Asi, sottolineando le enormi opportunità di mercato dei nanosatelliti “una vera anomalia dettata dall’ingresso di investitori privati commerciali precedentemente non interessati allo Spazio come, ad esempio, Google, Facebook, Virgin, Coca Cola. C’è fame di connettività e informazioni.”

 

Mostra fotografica Asi

Al festival prosegue la mostra fotografica Asi “50+ Trenta, lo Spazio in Italia”. Con 25.000 prenotazioni sul fronte degli studenti, il tutto esaurito per il programma dedicato alle scuole, le code agli ingressi, il Festival della Scienza di Genova sembra avere raggiunto uno dei suoi obiettivi: “portare in città eccellenze di livello nazionale e internazionale ma anche, nel suo piccolo, contribuire al rilancio della città”, per dirla col Presidente del Festival Marco Pallavicini. Tutte le attività proseguiranno fino al 4 novembre, giornata conclusiva della manifestazione.

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