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‘Sorpresa’ ai neutroni nei resti di una supernova

‘Sorpresa’ ai neutroni nei resti di una supernova

EVOLUZIONE STELLARE/Individuata per la prima volta una stella di neutroni isolata al di fuori della Via Lattea. La scoperta si deve alla sinergia tra l’osservatorio Chandra e il telescopio Vlt. Lo studio su Nature Astronomy

Valeria Guarnieri24 maggio 2018

È solitaria, non ha un campo magnetico forte e si trova a 200mila anni luce dalla Terra, nella Piccola Nube di Magellano: sono i tratti salienti della stella di neutroni individuata – per la prima volta – all’esterno della nostra galassia, grazie al lavoro di squadra dell’osservatorio a raggi X Chandra della Nasa e del telescopio Vlt dell’Eso. I risultati della campagna di osservazioni sono stati illustrati nell’articolo“Identification of the central compact object in the young supernova remnant 1E 0102.2-7219”, pubblicato su Nature Astronomy.

Le stelle di neutroni sono oggetti celesti di particolare densità derivanti da astri massicci, in seguito al collasso del loro nucleo e all’esplosione come supernove. L’esemplare scoperto da Chandra e Vlt ha delle caratteristiche singolari che lo rendono alquanto raro ed è stato osservato tra i resti della supernova E0102. Con i dati di Chandra e Vlt – e il prezioso supporto di Hubble – è stato possibile realizzare un’immagine composita di E0102 che unisce raggi X (Chandra, blu e viola) e osservazioni alla luce visibile (Vlt, rosso brillante – Hubble, rosso scuro e verde). Nello specifico, le osservazioni di Chandra evidenziano che i resti della supernova sono caratterizzati da un anello di raggi X, associabile all’onda d’urto propagatasi dopo l’esplosione della supernova. Invece, le osservazioni condotte con lo strumento Muse(Multi Unit Spectroscopic Explorer) di Vlt hanno messo in rilievo un anello di gas, più piccolo, che si sta espandendo più lentamente rispetto all’onda d’urto; all’interno dell’anello, come se fosse il centro di un bersaglio, è stata individuata una sorgente di raggi X che appare come un punto di colore blu.

Gli astronomi ritengono che la sorgente in questione sia appunto la stella di neutroni ‘single’, formatasi circa duemila anni fa durante l’esplosione della supernova. Tra l’altro, lo spettro di questa fonte è molto simile a quello di due stelle di neutroni solitarie, collocate al centro di altrettanti resti di supernove: Cassiopea A e Puppis A. Inoltre, la stella in questione non presenta emissioni radio associate al tipico movimento rotatorio di questi oggetti: la radiazione X scoperta dagli studiosi proviene dalla superficie calda dell’astro. Si tratta della prima stella di neutroni del genere scoperta al di fuori della Via Lattea, dove invece ne sono state individuate una decina. La stella solitaria presenta ancora dei nodi da sciogliere, come, ad esempio, l’origine della posizione in cui si trova ora sulla quale sono state formulate delle ipotesi che mostrano dei margini di incertezza.

Il video dedicato alla scoperta

Autore

Valeria Guarnieri

Nata in tempo utile per vivere sin dall'inizio il fenomeno Star Wars, lavora in ASI dal 2000 e dal 2011 si occupa di comunicazione web presso l'Unità Relazioni Esterne e URP dell'ente. Dedica la maggior parte del tempo libero alla montagna, suo grande amore.

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