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Crepe ‘giovanili’ sul volto di Marte

Crepe ‘giovanili’ sul volto di Marte

GEOLOGIA MARZIANA/La sonda Mars Express dell’Esa ha fotografato un’area delle Cerberus Fossae in cui sono presenti fenditure riconducibili ad un’attività tettonica relativamente recente

Valeria Guarnieri 21 settembre 2018

Lunghi solchi che percorrono la superficie del Pianeta Rosso, estendendosi per oltre mille chilometri attraverso crateri da impatto, colline e antiche pianure vulcaniche: sono le fratture in primo piano nel set di panorami marziani realizzati da Mars Express, la sonda Esa che lo scorso 2 giugno ha celebrato i 1anni dal lancio. Le fenditure, che seguono un andamento da nordovest a sudest, sono state individuate in una zona dell’area denominata Cerberus Fossae, un sistema di fratture nell’Elysium Planitia, regione situata vicino all’equatore del pianeta. I solchi presentano un’ampiezza molto varia, che spazia da poche decine di metri a oltre un chilometro, e sono ritenuti piuttosto giovani, al di sotto dei 10 milioni da anni; le pianure che attraversano, infatti, risalgono proprio a quell’epoca.

Gli studiosi ritengono che queste crepe siano dovute ad un’attività tettonica e abbiano tratto origine dalle faglie che interessano gli strati superiori della superficie di Marte; potrebbero essere anche connesse all’attività vulcanica di tre crateri situati a nordovest ed aver lasciato fuoriuscire la lava. Nell’area nord della zona fotografata, appaiono alcune cavità tondeggianti (in basso a destra nella foto), che sono indicative di un processo di sprofondamento del terreno in fase iniziale; la sabbia sospinta dal vento ha creato in questi bacini una serie di aloni scuri.

Durante la sua lunga missione, Mars Express ha realizzato un’imponente galleria fotografica che annovera oltre 40mila immagini del Pianeta Rosso e delle sue lune. La sonda ha raccolto anche una vasta messe di dati scientifici, i cui highlight sono stati presenti all’European Planetary Science Congress 2018 che si è tenuto a Berlino in questa settimana. Mars Express vanta un significativo contributo italiano: tra gli strumenti, infatti, l’Asi ne ha forniti due a Pi nazionale, lo spettrometro di Fourier Pfs per lo studio dell’atmosfera e il radar subsuperficiale Marsis (Mars Advanced Radar for Subsurface and Ionosphere Sounding), realizzato con il contributo della Nasa/Jpl.

Autore

Valeria Guarnieri

Nata in tempo utile per vivere sin dall'inizio il fenomeno Star Wars, lavora in ASI dal 2000 e dal 2011 si occupa di comunicazione web presso l'Unità Relazioni Esterne e URP dell'ente. Dedica la maggior parte del tempo libero alla montagna, suo grande amore.

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