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Provette sterili per Perseverance

Se tutto andrà come programmato, Perseverance – attualmente in viaggio verso il pianeta rosso – sarà la missione che raccoglierà i primi campioni marziani che arriveranno a Terra.  Un preziosissimo bottino di polveri e roccia in cui gli scienziati sperano di trovare tracce di vita passata o presente sul mondo rosso, che sarà stoccato in 43 provette a prova di radiazioni e soprattutto in grado di garantire che quanto prelevato arrivi a Terra incontaminato.

I test eseguiti per la selezione di contenitori delle dimensioni di un pezzo di gesso, sono il risultato di un attento processo di ingegneria di precisione, mai utilizzato finora per le missioni spaziali.

Partita il 30 luglio scorso la missione Mars 2020 della Nasa con a bordo il rover Perseverance, porta su Marte un set di strumenti scientifici tra cui un microriflettore italiano targato Asi-Infn LaRA e Ingenuity, un elicottero che sorvolerà il suolo marziano. Destinazione il cratere Jaziro, luogo prescelto per il carotaggio di terreno sul pianeta rosso, dove le provette verranno riempite di roccia e regolite.

La missione di Perseverance fa parte di un più ampio progetto denominato Mars Sample Return frutto di una collaborazione tra Nasa e Esa che prevede una serie di missioni per il recupero di campioni sul pianeta rosso e il successivo invio a Terra degli stessi per essere analizzati in laboratorio.

Crediti immagine: NASA / JPL-Caltech

L’immagine mostra un tecnico che lavora alla missione Mars 2020 mentre preleva un campione dalla superficie della provetta 241 per testare la contaminazione. L’immagine è stata scattata in una camera pulita del Jet Propulsion Laboratory della NASA, dove i tubi sono stati sviluppati e assemblati. 

 

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