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Andata e ritorno con bagaglio per Chang’e-5

La capsula Chang’e-5 è rientrata dal suo viaggio dalla Luna portando nei laboratori cinesi nuovo materiale lunare.

L’atterraggio è avvenuto intorno alle ore 19.00, ora italiana, nell’area di Siziwang, una vasta regione della Mongolia interna, dopo un salto balistico con rimbalzo nelle atmosfere del Mare Arabico.

Con il recupero della Chang’-e 5 e del suo prezioso materiale lunare, si conferma la capacità tecnologica della Cina di effettuare una missione sul nostro satellite, garantirne il recupero, grazie a un  rendezvous  in orbita lunare automatizzato con aggancio al modulo di servizio della missione.

Lo scopo della missione era quello di raccogliere campioni di roccia ritenuti più giovani di miliardi di anni rispetto a quelli raccolti in precedenza dalla missioni sovietiche Luna e statunitensi Apollo.

Questi nuovi campioni consentiranno di studiare strati di paleo-regolite lunare nei quali gli scienziati sperano di individuare ‘l’impronta’ lasciata dal passaggio dei venti solari e da eventi galattici avvenuti nel corso di milioni di anni.

Ma non c’è solo questo negli obiettivi della missione cinese. Il successo ottenuto conferma la capacità tecnologica della Cina di sapere atterrare sulla Luna e di riportare campioni sulla Terra, consentendo a Pechino di proseguire nel suo programma con una nuova missione Chang’e, la numero 6, che prevede un atterraggio al Polo Sud lunare con contributi del CNES (Francia).

Le missioni Chang’e-7 e 8 invece faranno da apripista alla stazione internazionale di ricerca lunare  tra la metà e la fine degli anni ’20 a cui seguiranno sbarchi lunari con equipaggio.

La Chang’-e 5 è stata lanciata il 23 novembre con l’obiettivo di raccogliere 2 chilogrammi di materiale lunare; è entrata in orbita lunare 112 ore dopo il decollo – poco più di 4 giorni terrestri- e il 1° dicembre ha iniziato la discesa completando con successo il suo atterraggio morbido vicino a Mons Rümker nell’Oceanus Procellarum (“Oceano di Tempeste”) dove ha prelevato campioni scavando fino a due metri.

Il rientro con recupero della capsula posiziona la Cina al terzo posto tra le nazioni a raggiungere l’obiettivo, a 44 anni dalla missione sovietica Luna 24 e dopo il programma Apollo degli Stati Uniti.

Nella foto la capsula di rientro Change’-e 5 a Siziwang Banner, Mongolia Interna, 16 dicembre 2020. Crediti CNSA/CLEP

 

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