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Ecco perché i flares stellari rendono i pianeti inabitabili

La meteorologia spaziale ha un ruolo molto importante nell’evoluzione delle atmosfere planetarie. I flares stellari possono alterare l’atmosfera degli esopianeti fino a renderli inospitali alla vita. Un nuovo studio, pubblicato su Monthly Notice of Royal Astronomical Society, ha analizzato i dati raccolti sulle emissioni di flares per determinarne l’impatto erosivo sull’atmosfera degli esopianeti. 

I flares stellari, o brillamenti, sono eruzioni sulla superficie stellare che rilasciano grandi quantità di radiazioni e particelle energetiche nello spazio interplanetario. Le radiazioni ultraviolette emesse dai flares possono alterare l’atmosfera degli esopianeti. 

I ricercatori della New York University of Abu Dhabi, analizzando i dati raccolti dal Transiting Exoplanet Survey Satellite (Tess) della Nasa, hanno scoperto che flares meno energetici ma più frequenti hanno un impatto maggiore sull’erosione dell’atmosfera di un esopianeta rispetto a brillamenti più energetici ma con una frequenza minore. L’atmosfera è uno dei requisiti fondamentali per l’abitabilità di un pianeta, poiché protegge la superficie dalle radiazioni, è quindi importante capire il processo che ne innesca l’erosione.

Un esempio chiaro è costituito da HD 209458 b, il primo pianeta extrasolare a essere identificato con la tecnica del transito e il primo la cui atmosfera sia stata confermata e studiata direttamente mediante tecniche spettroscopiche. Questo esopianeta è in orbita intorno una nana gialla simile al Sole, la sua atmosfera viene spazzata via a 35 mila chilometri orari dalle radiazioni provenienti dalla sua stella ospite.

«Data la vicinanza degli esopianeti alle stelle ospitanti, è fondamentale capire come gli eventi meteorologici spaziali legati a quelle stelle possono influenzare l’abitabilità dell’esopianeta», ha commentato Dimitra Atri del Center for space science alla New York University of Abu Dhabi.

I risultati dello studio hanno evidenziato quali stelle hanno più probabilità di ospitare esopianeti abitabili in base al calcolo dei tassi di erosione delle atmosfere planetarie. Il prossimo passo della ricerca sarà quello di ampliare la varietà delle stelle osservate per analizzarne i flares, verificandone gli effetti a lungo termine sull’atmosfera degli esopianeti.

Immagine in evidenza: Rappresentazione artistica di HD 209458 b, un esopianeta la cui atmosfera viene strappata a più di 35.000 km/h dalla radiazione della sua stella ospite. Nasa/ Esa / Alfred Vidal-Madjar (Institut d’Astrophysique de Paris, Cnrs)

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