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Missione Artemis: test superato per il booster dello Space launch system

Il 2 settembre presso Promontory nello Utah, la Nasa ha testato il booster parte dello Space launch system che sarà utilizzato per far arrivare gli astronauti sulla superficie della Luna. Il booster è stato costruito da Northrop Grumman, una delle società private che ha ricevuto la commissione da parte della Nasa. 

Il test, durato poco più di due minuti, lo stesso tempo in cui i booster alimenteranno lo Space launch system durante il decollo e il volo vero e proprio, ha infiammato per 126 secondi il deserto dello Utah producendo una spinta da più di un milione di chilogrammi. Flight support booster-1, questo il nome dell’ultimo test, nel quale sono stati introdotti i nuovi propellenti che verranno utilizzati nelle successive missioni a Artemis III. 

«La Nasa sta simultaneamente facendo progressi nell’assemblaggio e nella produzione di propulsori a razzo per le prime tre missioni Artemis e guardando avanti verso missioni oltre lo sbarco iniziale sulla Luna», ha detto John Honeycutt, il responsabile del programma Sls presso il Marshall space flight center della Nasa. «Il test di oggi conferma le prestazioni del motore a razzo utilizzando dei potenziali nuovi materiali per le prossime missioni Artemis IV e oltre».

I booster del Sls sono i più grandi e potenti mai costruiti per il volo e rientrano nel programma Artemis, che ha come obiettivo quello di riportare l’uomo sulla Luna entro il 2024. Le esperienze che verranno acquisite nell’ambito di questa missione saranno impiegate nei futuri viaggi che porteranno l’uomo su Marte.

«Far atterrare la prima donna e il prossimo uomo sulla Luna è solo l’inizio del programma Artemis», ha detto l’amministratore della Nasa Jim Bridenstine. «Il lancio dei booster di supporto al volo Sls è una parte cruciale della missione. L’obiettivo della Nasa è quello di prendere ciò che impariamo vivendo e lavorando sulla Luna e usarlo per inviare gli esseri umani nelle prime missioni su Marte».

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