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Virgin Galactic, accordo con la Nasa per il training degli astronauti privati

Continua la corsa allo spazio dei privati. Dopo il successo di SpaceX, che lo scorso 30 maggio ha fatto volare due astronauti a bordo della Crew Dragon portandoli sani e salvi sulla Iss, si fa sempre più serrata la competizione tra i nuovi attori privati dell’esplorazione spaziale.

A fare un balzo in avanti è ora Virgin Galactic, che collaborerà con la Nasa a un nuovo programma di volo in orbita bassa. L’azienda di Richard Branson ha annunciato oggi di aver firmato un accordo con il Johnson Space Center dell’agenzia statunitense per addestrare i futuri astronauti privati diretti sulla Stazione spaziale internazionale.

I dettagli del contratto, compresi budget e tempistiche, non sono stati resi noti. Ma Virgin Galactic afferma che il programma prevede il reclutamento, il training e il trasporto dei viaggiatori spaziali. In questo scenario, sembra piuttosto improbabile che vengano utilizzati veicoli a marchio Virgin. SpaceShipTwo, fiore all’occhiello dell’azienda di Branson, è specializzato in voli suborbitali, mentre il trasporto in orbita bassa non rientra nei piani a lungo termine della compagnia. L’ipotesi più plausibile è dunque che Virgin Galactic si appoggi ai veicoli di SpaceX e Boeing, già impegnate nel programma commerciale di volo umano della Nasa.

SpaceX, ad esempio, ha già venduto alcuni posti sulla Crew Dragon ad aziende come Axiom Space, e nulla esclude che possa fare lo stesso con Virgin anche nell’ambito di un nuovo accordo con l’agenzia statunitense. La flotta di Virgin Galactic potrebbe comunque giocare un ruolo importante nella fase di training in vista dei voli orbitali.

«Siamo felici di essere partner in questo programma di volo spaziale privato, che ci permetterà non solo di utilizzare la nostra piattaforma, ma anche di offrire le nostre infrastrutture di training alla Nasa e ad altre agenzie» ha commentato George Whitesides, chief executive di Virgin Galactic.

L’accordo annunciato oggi risolleva l’azienda di Richard Branson da un mese difficile, dopo il fallimento del primo test di volo del razzo Virgin Orbit. Mentre cresce l’offerta nel mercato del turismo spaziale, Virgin Galactic – che è anche stata la prima compagnia di turismo spaziale quotata in borsa – sembra così posizionarsi molto bene nel panorama internazionale della nuova corsa allo spazio pubblico-privata.

Sempre più questa prospettiva comprende un futuro utilizzo privato della Iss. Va in questa direzione l’annuncio del mese scorso di Jim Bridenstine di una futura collaborazione con Tom Cruise per girare un film sulla stazione. E tornando agli astronauti privati di domani, è possibile che la Iss si trasformi in un laboratorio a disposizione delle aziende che, come Virgin Galactic, stanno scommettendo sulla privatizzazione dell’orbita bassa.

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