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Astronomia e satelliti, un futuro difficile

Il mancato lancio del Falcon 9 ha bloccato SpaceX e il progetto Starlink a quota 300. Niente di particolarmente grave considerato che il progetto prevede la costellazione composta da 12.000 minisatelliti. Di sicuro non ferma il dibattito con il mondo dell’astronomia professionale preoccupato di quanto possa incidere sulla capacità visiva dei loro telescopi.

Secondo uno studio dell’Eso due telescopi il Very Large Telescope e soprattutto il futuro European Extremely Large Telescope, entrambi ottici, saranno, seppur moderatamente, lesi dalle costellazioni Starlink o la Project Kuiper progettata dalla Blu Origin di Jeff Bezos. Un’altra categoria minacciata è quella delle survey a largo campo, come il progetto in costruzione come il Large Synoptic Survey Telescope che comprende il tracciamento di asteroidi NEO, Near Earth Object, potenzialmente pericolosi per il nostro pianeta.

La questione ha ormai acquisito una rilevanza intersettoriale anche se lo studio è basato su ipotesi e gli effetti delle megacostellazioni potrebbero essere meno impattanti di quanto calcolato. Di certo, se una costellazione come Starlink, da sola, raggiungerà le 12mila unità per poi aggiungerne altre 30 mila in seguito, il sovraffollamento dell’orbita bassa diverrà presto una realtà. Ma per gli astronomi sarà una battagli di opposizione difficile, una battaglia che hanno iniziato a perdere nel 1957, quando è nata l’era spaziale. Non c’è che una soluzione, la convivenza. Si tratta di trovare la strada che vi conduce.

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