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Vortici e correnti a getto, l’ultimo scatto di Juno

Vortici e correnti a getto, l’ultimo scatto di Juno

FLYBY NUMERO 14/Nuova immagine del gigante gassoso scattata da JunoCam, la camera ad alta risoluzione posizionata a bordo della sonda Nasa

Ilaria Marciano3 agosto 2018

Come per il nostro pianeta anche su Giove si verificano forti tempestecicloni e anticicloni, insieme a correnti a getto che si muovono velocemente attorno al suo globo. Questa immagine, scattata da JunoCam – la camera ad alta risoluzione posizionata a bordo della sonda Juno della Nasa, ritrae una corrente a getto, chiamata Jet N6, situata all’estrema destra dell’immagine nell’area settentrionale del pianeta. Accanto a è possibile osservare una macchia ovale di colore bianco – un vortice anticiclonico – molto luminosa. Anche la Piccola Macchia Rossa del Nord-Nord è anche visibile in questa vista.

Il nuovo ‘scatto d’autore’, è stato acquisito dalla sonda il 16 luglio 2018 alle 07:11 ora italiana, durante il quattordicesimo sorvolo ravvicinato intorno al pianeta. In quel momento Juno si trovava a circa 17.000 chilometri di distanza dalle nubi del ‘gigante gassoso’. Rielaborata dagli scienziati-cittadini Brian Swift e Seán Doran, secondo quanto previsto dal progetto citizen science, l’mmagine è stata ruotata in senso orario in modo che il nord si trovi sulla destra. Le stelle sono state abilmente aggiunte allo sfondo.

A bordo della sonda otto strumenti, tra cui i due esperimenti italiani realizzati con il supporto e il coordinamento dell’Asi. Si tratta della camera a infrarossi con spettrometro Jiram (Jovian InfraRed Auroral Mapper), uno strumento chiave di Juno, realizzata da Leonardo-Finmeccanica sotto la guida scientifica dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), e dell’esperimento di radioscienza KaT (Ka-band Translator/Transponder), realizzato da Thales Alenia Space, sotto la responsabilità scientifica della Sapienza Università di Roma. Il primo studierà la dinamica e la chimica delle aurore gioviane nel vicino infrarosso, il secondo invece analizzerà la struttura interna del pianeta, con l’obiettivo di mappare il campo di gravità di Giove. Lanciata il 5 agosto 2011 da Cape Canaveral e giunta nell’orbita di Giove il 4 luglio dello scorso anno (in Italia era il 5) – Juno ha il compito di studiare l’origine, l’evoluzione e la struttura interna del pianeta, la magnetosfera polare, l’origine del campo magnetico, l’abbondanza di acqua, la caratterizzazione dei venti nella bassa atmosfera e le quantità di ossigeno e azoto.

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