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Space X ha bisogno della banda S

Finite le celebrazioni dei 50 anni dall’allunaggio, il numero uno di SpaceX guarda oltre. E punta a una futura conquista di Marte sempre più in grande stile. Elon Musk ha infatti annunciato un potenziamento del razzo Super Heavy che trasporterà la sua navicella Starshipverso il pianeta rosso. Il vettore inizialmente doveva essere sospinto da 31 motori Raptor di ultima generazione, ma ne conterà invece 35. Che, sommati ai 6 già previsti per l’alimentazione di Starship, fanno in tutto 41 motori per il futuro viaggio marziano.

L’annuncio, arrivato via Twitter, renderebbe il mezzo super pesante di SpaceX il più potente mai progettato, con una spinta pari al doppio dello Space Launch System della Nasa, attualmente in fase di sviluppo. Una promessa che non arriva in un momento casuale. L’azienda di Musk rischiava infatti di perdere terreno, dopo l’esplosione della capsula Crew Dragon durante un test lo scorso marzo e il parziale fallimento dell’ultimo test statico di Starhopper, prototipo di Starship, avvenuto qualche giorno fa. In questo secondo caso l’accensione del motore Raptor – uno solo, a fronte dei 41 previsti nella versione completa – è avvenuto regolarmente, ma il getto di fuoco prodotto dal motore ha causato dei danni alla struttura della navicella. L’incidente, causato da una perdita di carburante, farà probabilmente slittare la prova di lancio di Starship.

La Space Exploration Technologies Corporation, meglio conosciuta come SpaceX è un’azienda aerospaziale statunitense con sede a Hawthorne (California)USA. Costituita nel 2002 da Elon Musk con l’obiettivo di creare le tecnologie per ridurre i costi dell’accesso allo spazio e permettere la colonizzazione di Marte.

L’obiettivo di potenziare il Falcon Heavy appare dunque come il tentativo di alzare la posta in gioco, recuperando al tempo stesso il tempo perduto. Anche se la tabella di marcia aggiornata non è ancora stata resa nota, Musk ha infatti annunciato in un altro tweet che «i prototipi di Starship di Texas e Florida voleranno nel giro di due o tre mesi». Il riferimento è ai due progetti paralleli che l’azienda sta portando avanti, nelle sue basi appunto in Texas e in Florida. Si tratta di una strategia ormai collaudata da SpaceX, che spesso mette al lavoro team autonomi su progetti simili per stimolare la concorrenza interna e arrivare più rapidamente al risultato.

L’obiettivo finale è quello di una navicella super potente, in grado di rispondere a tutte le esigenze dei voli spaziali del prossimo decennio, dal lancio di satelliti al turismo spaziale. Sarà infatti proprio Starship il futuro mezzo di trasporto che farà viaggiare il primo turista lunare, il miliardario giapponese Yusaku Maezawa, volo che al momento resta programmato per il 2023. E nella visione di Elon Musk sempre su Starship viaggeranno gli astronauti che per primi metteranno piede su Marte, seguiti un giorno dai futuri turisti marziani: del resto la navicella avrà una capienza in grado di ospitare fino a 100 persone.

La colonizzazione marziana di Musk dovrebbe avviarsi nel 2022 con il lancio di capsule cargo senza equipaggio. Nel 2024 sono previste altre quattro missioni che dovrebbero includere la prima spedizione umana sul pianeta rosso.

La strada verso lo spazio di SpaceX si è aperta col trasporto in orbita bassa, tramite lo sviluppo del razzo Falcon 9 e della capsula Dragon. Per mezzo di contratti stipulati con la Nasa, la società di Musk è stata la prima azienda privata e rifornire la Stazione spaziale internazionale ed entro il 2020 dovrebbe lanciare la capsula Dragon Crew per il trasporto di equipaggio verso la Iss.

Tutti i lanci della SpaceX sono trasmessi in diretta streaming sul canale Youtube.

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