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Una finestra sul passato di Marte

Una finestra sul passato di Marte

I depositi di Ceti Mensa osservati da Mro. Credit: NASA/JPL-Caltech/Univ. of Arizona

I depositi sedimentari stratificati nei canyon di Marte hanno alimentato l’interesse degli scienziati per decenni.  La sonda Mro Mars Reconnaisance Orbiter della Nasa ha posato lo sguardo su un particolare deposito stratificato chiamato Ceti Mensa, già immortalato dalla missione Viking negli anni settanta, che ha attirato l’attenzione degli scienziati per via del suo particolare colore rosso intenso. Situato a ovest di Candor Chasma a nord delle Valles Marineris, Ceti Mensa è un altopiano ondulato, che sorge a circa tre chilometri sopra il fondo del canyon ed è circondato da scarpate ripide.

In particolare le suggestive sfumature rosse si trovano sulla parte ovest. Questo colore potrebbe essere causato dalla presenza di ossido ferrico cristallino e suggerisce che il materiale possa essere stato sottoposto all’azione del calore o dell’acqua nel corso del tempo. Le misurazioni spettrali operate dagli strumenti Omega e Crism a bordo di Mro, confermano la presenza di sali di fosfato idrato nell’area e di elementi come il gesso e la kieserite.

Questi minerali sono importanti per due motivi: sulla Terra si formano in genere in ambienti umidi e in questo caso suggeriscono che i depositi di Ceti mensa si possano essere formati sotto l’acqua. In secondo luogo, il loro utilizzo potrebbe essere cruciale per l’utilizzo da parte dei futuri coloni di Marte nelle colture. Nell’immagine in alto si evidenziano gli strati interni del deposito, che fornisce una finestra sul passato dei sedimenti marziani dell’area. E’ possibile osservare anche stratificazioni in precedenza troppo sottili per essere viste oltre a una superficie completamente fratturata, erosa e parzialmente coperta da dune di sabbia scura.

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