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Il cielo a portata di ‘click’: arriva la mappa “del tesoro” per tutti gli astronomi

Il cielo a portata di ‘click’: arriva la mappa “del tesoro” per tutti gli astronomi

Pensate alla funzione di Google Earth e applicatela al cielo. Ora andate sul portale SkyViewer e date libero sfogo alla vostra curiosità, perché  da oggi, grazie a un team di astronomi dell’Università Nazionale dell’Australia, è accessibile a tutti la più completa e dettagliata mappa dell’emisfero celeste meridionale esistente al mondo, composta da circa 70.000 immagini e 300 milioni di stelle e galassie.

La mappa è stata creata utilizzando SkyMapper, un telescopio di 1,3 metri situato presso l’Australian National University (ANU) Siding Spring Observatory che mira a realizzare una panoramica completa del cielo meridionale a livello internazionale. “Questo è solo l’inizio di un programma quinquennale che ha come obiettivo catturare il cielo australe in tutto il suo splendore”, ha detto il dott. Wolf della ANU a capo della ricerca. “La mappa finale mostrerà stelle e galassie che sono fino a 50 volte più deboli di quelle immortalate in questa mappa”. La fotocamera di SkyMapper ha una risoluzione di quasi 270 megapixel e gli oggetti più deboli visibili nella mappa finale saranno oltre un milione di volte più deboli di quelli visibili a occhio nudo in una notte buia. La mappa del cielo del sud è accessibile a tutti online. Attraverso la barra di ricerca, inserendo coordinate astronomiche o nomi comuni, sarà possibile trovare oggetti conosciuti nel cielo australe.

Nel 2014, gli astronomi dell’ANU hanno utilizzato i primi dati acquisiti con SkyMapper per scoprire la stella più antica dell’universo, formatasi poco dopo il Big Bang 13,7 miliardi di anni fa. “I filtri speciali di SkyMapper sondano la luce su una gamma di colori oltre ciò che l’occhio umano può vedere, raggiungendo il vicino-ultravioletto e il vicino-infrarosso”, ha affermato il dott. Onken della ANU Research School of Astronomy and Astrophysics. Una vera e propria mappa del tesoro per gli astronomi che potrà contribuire – grazie all’ampia gamma di bande di colore disponibili nelle immagini – alla scoperta di nuovi oggetti celesti nel cielo meridionale.

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