L’utilizzo di rover robotici nell’esplorazione spaziale è ormai considerato una delle soluzioni più percorribili e vantaggiose attualmente disponibili. Hanno costi relativamente contenuti, permettono di mappare terreni inospitali, esplorare crateri permanentemente in ombra alla ricerca di risorse essenziali come il ghiaccio d’acqua e possono contribuire alla preparazione di infrastrutture e basi permanenti per le future missioni umane.
In quest’ottica, entro la fine di quest’anno è prevista la partenza di Flip, (Flex Lunar Innovation Platform), rover sviluppato dall’azienda privata californiana Astrolab, che lo ha progettato e concepito come piattaforma mobile per il trasporto di strumenti scientifici e banco di prova per test e dimostrazioni tecnologiche sulla superficie lunare.
Flip volerà a bordo del lander Griffin-1, prodotto da Astrobotic, e rappresenta uno dei primi tentativi di creare un sistema commerciale flessibile per operazioni scientifiche sulla Luna, con l’obiettivo di supportare non solo missioni robotiche, ma anche le future attività del programma Artemis.
Nei giorni scorsi Astrolab ha annunciato di aver siglato accordi con quattro centri Nasa per trasportare altrettanti payload scientifici e tecnologici durante la missione.
Tra questi, il più rilevante è Metal (Moon Exploration for Titanium with Active Lighting), progettato e realizzato dal Nasa Ames Research Center in collaborazione con Interlune. Lo strumento combina una telecamera e un radiometro per individuare potenziali depositi di elio-3 nella regolite lunare, una risorsa da tempo considerata strategica per future applicazioni energetiche e industriali, anche se il suo sfruttamento rimane però puramente teorico.
Il rover trasporterà poi una serie di retroriflettori lunari, sviluppati dal Goddard Space Flight Center, utili per far rimbalzare fasci laser emessi dalla Terra e ottenere così misurazioni di altissima precisione, e lo strumento Ldes (Lunar Dust level sensor and Effects on Surfaces), fornito dal Johnson Space Center per studiare gli effetti della polvere lunare sul degrado di superfici e componenti spaziali.
Il quarto strumento Nasa che verrà montato a bordo di Flip sarà una dimostrazione tecnologica basata sul lidar (video di approfondimento a fondo pagina), proveniente dal Marshall Space Flight Center. Il test servirà a verificarne il funzionamento in condizioni estreme, come il vuoto spaziale, le basse temperature e la presenza di polvere lunare. L’obiettivo finale è valutare le prestazioni del sistema in vista di possibili applicazioni future nella navigazione autonoma, nella mappatura e nelle operazioni di precisione sulla superficie lunare.
Secondo Jaret Matthews, amministratore delegato di Astrolab, Flip è ormai prossimo al completamento e si prepara alla fase di test ambientali, che comprenderanno prove di vibrazione, shock e vuoto termico per verificarne la resistenza alle condizioni estreme del lancio e dell’ambiente lunare.
Se la tabella di marcia verrà rispettata, il rover dovrebbe essere consegnato entro la fine dell’estate al sito di lancio, dove verrà integrato sul lander Griffin-1 per poi partire dal Kennedy Space Center a bordo di un Falcon Heavy di SpaceX .
Parallelamente, Astrolab sta lavorando anche al programma Lunar Terrain Vehicle (Ltv), la futura generazione di rover lunari destinati alle missioni Artemis. L’azienda è una delle tre società selezionate dalla Nasa, insieme a Intuitive Machines e Lunar Outpost, per sviluppare i nuovi veicoli destinati agli astronauti.
Negli ultimi mesi la Nasa ha modificato i requisiti del programma chiedendo alle aziende coinvolte di produrre dei rover più piccoli e semplici rispetto ai concept iniziali. La decisione è legata al fatto che sarà direttamente l’agenzia a occuparsi del trasporto verso la Luna, imponendo così limiti più stringenti su massa e volume dei veicoli per renderli compatibili con i lander del programma Commercial Lunar Payload Services.
Questi cambiamenti hanno costretto le aziende a rivedere rapidamente i progetti in corso. Le nuove proposte sono state consegnate alla Nasa all’inizio di questo mese e si attende l’assegnazione dei contratti entro pochi giorni.
La Nasa punta ad avere i nuovi rover pronti in circa 18 mesi dalla concessione degli appalti, una tempistica che diventa una sfida per le aziende coinvolte, considerando la complessità dei sistemi adottati. In questo contesto, Flip farà anche da banco di prova per varie tecnologie che potrebbero essere riutilizzate anche sui futuri rover Artemis.
Con questa missione, Astrolab si conferma tra gli attori privati principali in un settore che si sta rivelando sempre più promettente e soprattutto strategico nell’economia spaziale: quello dei mezzi totalmente automatici destinati a costruire le fondamenta operative della futura presenza umana sulla Luna.
Guarda un video di approfondimento sulla tecnologia Lidar, che verrà usata nella missione del rover lunare Flip 👉
Immagine: Un concept del rover Flip (Flex Lunar Innovation Platform) che mostra come apparirà una volta completato
Crediti: ( Astrolab)