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Due rover, miliardi di anni di storia marziana

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C’è voluta la giusta perseveranza e una buona dose di curiosità per raccontare capitoli molto diversi della storia di Marte: qualità che, non a caso, danno il nome ai due rover della Nasa che hanno ottenuto nuove immagini del Pianeta Rosso.

Curiosity e Perseverance hanno infatti realizzato due panorami a 360 gradi che offrono uno sguardo inedito sulla formazione di Marte, sul suo passato ricco d’acqua e sulla sua evoluzione nel tempo.

Situati a quasi 4mila chilometri l’uno dall’altro, a separare davvero i due rover non è la distanza geografica, ma quella temporale. Perseverance – su Marte dal 2021 – si sta avventurando in alcuni dei paesaggi più antichi dell’intero Sistema Solare. È salito infatti fino al bordo del cratere Jezero per raggiungere un terreno che ha quasi 4 miliardi di anni, alla ricerca di tracce di antica vita microbica. Il panorama che ha costruito – assemblando centinaia di immagini – mostra un ambiente che precede persino la presenza stabile dell’acqua nel cratere e che risale a un Marte ancora ‘in costruzione’, segnato da intensi bombardamenti di asteroidi.

Dall’altra parte del pianeta, Curiosity – attivo da quasi 15 anni – offre una prospettiva complementare. Il suo panorama a 360 gradi, composto da oltre mille immagini, si concentra sulle pendici del Monte Sharp. È visibile una regione ricca di formazioni rocciose simili a ragnatele, generate dall’antico passaggio di acqua sotterranea. La montagna che il rover sta scalando è fatta di strati sedimentari, ciascuno più giovane di quello sottostante; il risultato è una sequenza geologica che documenta l’evoluzione del pianeta.

Così, mentre Perseverance ci mostra la nascita turbolenta di Marte, Curiosity racconta la sua lenta trasformazione in un mondo sempre più freddo e arido, aiutando gli scienziati a ricostruirne l’intera storia.

 

Gloria Nobile: Penna per scrivere, voce per raccontare. Sono una comunicatrice scientifica, da sempre appassionata di astronomia e documentari. Dopo la Laurea magistrale in Giornalismo, ho conseguito il Master in Comunicazione della scienza alla Sissa di Trieste. Oggi scrivo per l’Agenzia spaziale italiana e mi occupo della comunicazione della candidatura italiana per il progetto Einstein Telescope.