Una nuova immagine del telescopio spaziale James Webb ci mostra uno dei luoghi più attivi della nostra galassia per la nascita di stelle: la gigantesca nube molecolare Omc-2, nel cuore della costellazione di Orione, a circa 1.280 anni luce dalla Terra.
Si tratta di una regione estremamente ricca di gas e polvere, nella quale gli astronomi possono osservare tutte le fasi della formazione stellare: dagli embrioni fino alle protostelle, strutture tipiche dei giovani astri, che crescono accumulando materiale dalla nube circostante attraverso dischi rotanti.
Durante questo processo di collasso gravitazionale si libera un’enorme quantità di energia. Una parte di questa viene espulsa sotto forma di potenti getti che emergono dai poli delle stelle in formazione. Questi flussi attraversano il mezzo circostante a velocità elevatissime, generando immense onde d’urto che riscaldano il materiale e lo rendono luminoso. Il risultato è un ambiente estremamente dinamico e spettacolare, fatto di archi, filamenti e strutture luminose che raccontano un’intensa attività in corso.
La materia presente in Omc-2 è così densa da bloccare quasi completamente la luce visibile, impedendo ai telescopi ottici di osservare l’interno della nube. Il telescopio spaziale James Webb, operando nelle frequenze dell’infrarosso, riesce invece a penetrare questi strati opachi per rivelarci la popolazione di stelle in formazione e altre strutture altrimenti invisibili.
I dati raccolti contribuiranno soprattutto a comprendere le dinamiche che caratterizzano la nascita di una stella, ma anche a chiarire come si evolvono i dischi circumstellari e come, da questi, possano originarsi nuovi sistemi planetari.
In questo senso, possiamo considerare la nube molecolare Omc-2 come un vero e proprio laboratorio naturale a nostra disposizione, nella via Lattea.
CREDITI: Nasa, Esa, Csa, Jwst
MUSICHE: Ultra by Savfk