Hubble sta per compiere 36 anni di attività. Lanciato il 24 aprile del 1990, il telescopio spaziale della Nasa e dell’Esa ha effettuato finora più di più di 1 milione e 700 mila osservazioni fornendo a quasi 29mila astronomi i dati per la pubblicazione di articoli scientifici. La sua capacità di offrire immagini ad altissima risoluzione nel campo della luce visibile, nel vicino infrarosso e nell’ultravioletto ha consentito scoperte rivoluzionarie e ci ha permesso di ammirare le meraviglie del cosmo.
Per celebrare questo anniversario Hubble ha osservato nuovamente, dopo 29 anni, una porzione della Nebulosa Trifida, per mostrarci i cambiamenti su scala temporale umana. Si tratta di una regione di formazione stellare distante 5000 anni luce nella costellazione del Sagittario.
L’immagine di Hubble della Nebulosa Trifida si concentra sulla Herbig-Haro 399, un getto di plasma espulso da una giovane protostella. Osservare l’espansione del getto dal 1997 a oggi permette ai ricercatori di misurare la velocità dei flussi e determinare quanta energia la protostella sta iniettando in queste regioni, oltre a comprendere come le nuove stelle interagiscono con l’ambiente circostante. Il colore blu più nitido in alto a sinistra è spiegato dai venti stellari provenienti da stelle massicce, non presenti nel campo visivo, che hanno spazzato via la polvere circostante. Il flusso di gas, visibile in giallo, è un esempio di luce ultravioletta che penetra nella polvere marrone scuro, disgregando e smantellando il gas e la polvere.
Le osservazioni di Hubble sono spesso combinate con i dati di altri telescopi che scrutano il cosmo a differenti lunghezze d’onda; gli astronomi ottengono così una visione multi-banda degli oggetti celesti.
La Nasa sta valutando delle opzioni per rimediare al naturale decadimento orbitale del telescopio per riposizionarlo alla quota originaria, a circa 600 chilometri di altitudine; in questo modo Hubble potrebbe continuare a fornire dati anche durante il prossimo decennio.
Crediti video: Nasa, Esa