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Dart ha spettinato l’orbita di Didymos attorno al Sole

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Anche una piccola spinta, applicata nel momento giusto, può cambiare il destino di un asteroide. E forse, un giorno, quello della Terra: lo ha dimostrato Dart, la prima missione dimostrativa di difesa planetaria mai intrapresa dalla Nasa, lanciata nel 2021.
Con l’obiettivo di testare la tecnica dell’impatto cinetico – cioè deviare un asteroide colpendolo con una navicella ad alta velocità – nel settembre 2022 la sonda si è schiantata intenzionalmente contro Dimorphos, un asteroide largo circa 170 metri che orbita attorno a un compagno più grande, Didymos con cui forma un sistema binario.

Dopo l’impatto, avvenuto a una velocità di oltre 22mila chilometri orari, il periodo orbitale di Dimorphos attorno a Didymos – inizialmente di circa 12 ore – si era accorciato di ben 33 minuti. L’urto ha scagliato nello spazio una grande nube di frammenti rocciosi che ha raddoppiato la spinta prodotta dalla sonda. Ora sappiamo che ha modificato, seppur di pochissimo, anche l’orbita del sistema binario attorno al Sole. Il periodo orbitale dei due asteroidi attorno alla nostra stella, di circa 770 giorni, ha subìto una variazione di appena 0,15 secondi, rilevata dagli astronomi analizzando 22 occultazioni stellari registrate tra il 2022 e il 2025.

È la prima volta che un oggetto costruito dall’uomo altera in modo misurabile la traiettoria di un corpo celeste. Si tratta di un cambiamento minuscolo: equivale in un’ora a spostarsi di appena pochi millimetri, più o meno quanto un chicco di riso, un valore quasi impercettibile ma che nello spazio, nel corso degli anni, potrebbe trasformarsi in una deviazione significativa della traiettoria di un asteroide.

Testimone oculare dell’impatto di Dart è stato il nano-satellite LiciaCube dell’Agenzia Spaziale Italiana e realizzato da Argotec, che ha viaggiato con la sonda Nasa verso l’asteroide. Una volta rilasciato, LiciaCube ha volato autonomamente nello spazio profondo fotografando da vicino la nube di detriti generata dallo scontro.

Gloria Nobile: Penna per scrivere, voce per raccontare. Sono una comunicatrice scientifica, da sempre appassionata di astronomia e documentari. Dopo la Laurea magistrale in Giornalismo, ho conseguito il Master in Comunicazione della scienza alla Sissa di Trieste. Oggi scrivo per l’Agenzia spaziale italiana e mi occupo della comunicazione della candidatura italiana per il progetto Einstein Telescope.