Posta tra il nostro pianeta e il Sole, c’è una nuova sonda spaziale a fare da guardia. Si chiama Imap (Interstellar Mapping and Acceleration Probe) ed è la missione della Nasa partita lo scorso 24 settembre e arrivata a destinazione proprio nei giorni scorsi.
La sonda ha già catturato la cosiddetta ‘prima luce’, cioè ha effettuato le prime osservazioni o misurazioni dopo il lancio, confermando il corretto funzionamento degli strumenti a bordo e che la missione è pronta a iniziare la raccolta di dati scientifici. Dopo delicate manovre di inserimento, Imap ha raggiunto con successo l’orbita definitiva attorno al punto di Lagrange L1, a circa un milione e mezzo di chilometri dalla Terra, dove rimarrà per tutta la durata della missione. Da questa posizione privilegiata, inizierà la sua attività di ricerca dedicata allo studio dell’eliofisica e della meteorologia spaziale.
Situata lontano dalle interferenze generate dai campi magnetici dei pianeti, la sonda esplorerà e mapperà i confini dell’eliosfera, la gigantesca ‘bolla’ protettiva alimentata dal vento solare e che avvolge l’intero Sistema Solare, analizzandone anche l’interazione con il vicinato galattico locale.
Non solo: la missione studierà l’origine e i meccanismi di accelerazione delle particelle cariche emesse dal Sole e osserverà il comportamento del vento solare nel punto in cui entra in contatto con lo spazio interstellare. Un lavoro complesso e ambizioso, reso possibile dai dieci strumenti scientifici di ultima generazione di cui Imap è dotata.
Le sue osservazioni avranno anche importanti applicazioni pratiche: grazie alla visuale diretta del Sole, garantita dal punto L1, il veicolo spaziale potrà fornire circa trenta minuti di preavviso in caso di tempeste solari e radiazioni potenzialmente pericolose, contribuendo alla protezione di astronauti, satelliti e infrastrutture tecnologiche sulla Terra.
La sonda si trova ora nella fase finale di messa in servizio e inizierà ufficialmente la sua missione scientifica il 1° febbraio.