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Un nuovo oggetto astronomico scoperto grazie a Hubble

This image shows the location of Cloud-9, which is 2,000 light-years from Earth. The diffuse magenta is radio data from the ground-based Very Large Array (VLA) showing the presence of the cloud. The dashed circle marks the peak of radio emission,which is where researchers focused their search for stars. Follow-up observations by the NASA/ESA Hubble Space Telescope’s Advanced Camera for Surveys found no stars within the cloud. The few objects that appear within its boundaries are background galaxies. Before the Hubble observations, scientists could argue that Cloud-9 is a faint dwarf galaxy whose stars could not be seen with ground-based telescopes due to the lack of sensitivity. Hubble’s Advanced Camera for Surveys shows that, in reality, the failed galaxy contains no stars. [Image description: A region of space mostly filled with background galaxies, with one prominent star at upper left. A large blob of purple haze occupies much of the field. Within the purple region, an unremarkable area is outlined with a dashed white circle.]

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Grazie al telescopio spaziale Hubble, della Nasa e dell’Agenzia Spaziale Europea, gli scienziati hanno scoperto un nuovo tipo di oggetto astronomico: una nube cosmica priva di stelle, ricca di gas e fortemente dominata dalla materia oscura.
È stata soprannominata Cloud-9 ed è la prima rilevazione di una struttura di questo tipo nell’Universo.

Cloud-9 rappresenta la prima conferma osservativa di un modello teorico formulato alcuni anni fa, noto come ‘Relhic‘: una nube di idrogeno neutro primordiale risalente alle prime fasi della storia cosmica che non ha mai formato stelle. In altre parole, è un residuo fossile di un’evoluzione galattica fallita, ciò che resta di una potenziale galassia mai nata.
Le osservazioni con Hubble hanno permesso di stabilire con certezza che Cloud-9 è completamente priva di stelle, escludendo che si tratti soltanto di una galassia nana con un’emissione troppo tenue per essere rilevata dai telescopi terrestri. Rispetto alle altre nubi d’idrogeno osservate nei dintorni della Via Lattea, Cloud-9 presenta caratteristiche nettamente diverse: è più piccola, compatta e sorprendentemente sferica.

Il nucleo è composto da idrogeno neutro, ha un diametro di circa 4.900 anni luce e contiene una  quantità di gas pari a circa un milione di masse solari. Tuttavia, per mantenere questo gas legato gravitazionalmente, alla massa complessiva si dovrebbero aggiungere circa
5 miliardi di masse solari, una differenza spiegabile solo ammettendo un’invisibile ma schiacciante predominanza della materia oscura rispetto a quella ordinaria.

La materia oscura è invisibile, non emette radiazione elettromagnetica ed è quindi estremamente difficile da studiare direttamente. Ora, con la scoperta della nube e le sue peculiari caratteristiche, gli scienziati puntano a ricavare nuove informazioni sulla sua natura analizzando il comportamento del gas visibili, che rispondono alla gravità imposta dalla materia oscura presente.

La nube si trova nei pressi della galassia a spirale Messier 94 e sembra essere fisicamente associata ad essa. Osservazioni radio ad alta risoluzione mostrano infatti delle leggere distorsioni del gas, compatibili con una possibile interazione gravitazionale.
Cloud-9 in futuro potrebbe evolversi in una galassia vera e propria, se riuscisse ad accumulare ulteriore massa. Ma potrebbe anche rimanere bloccata in questo stato intermedio: abbastanza grande per sopravvivere, ma non abbastanza per avviare i processi di formazione stellare.

 

 

Immagine: La zona di spazio dove si trova la nube di tipo Relhic appena scoperta
Crediti:  NASA / ESA / VLA / Gagandeep Anand, STScI / Alejandro Benitez-Llambay, University of Milano-Bicocca / Joseph DePasquale, STScI.
Crediti musiche del video: ‘Space Ambient Atmosphere ‘- Sound-Of-Freedom

Gianluca Liorni: Ingegnere, astrofilo e divulgatore scientifico. Sono appassionato di Scienze e Tecnologie, che seguo da decenni, con particolare predilezione per l'astrofisica, la cosmologia e l'esplorazione spaziale