Si trova a circa 160mila anni luce di distanza, nella Grande Nube di Magellano, ed è la protagonista del nuovo ‘ritratto artistico’ realizzato dal telescopio spaziale Nasa-Esa Hubble: si tratta di una porzione della regione designata con il codice N159, nota per la sua vivacità come nursery stellare.
Hubble ha ripreso un campo gremito di stelle che spiccano su uno sfondo variegato di gas e polveri: le nubi di idrogeno si presentano come un complesso intreccio di creste, cavità e filamenti scintillanti e sono illuminate dall’intensa radiazione delle baby stelle. Gli astri nascenti, che hanno tinto di un rosso sfavillante l’idrogeno, sono stati gli ‘artisti’ che hanno scolpito le nubi. L’immagine, realizzata nell’ottico con cinque diversi filtri, mostra dunque il dinamismo delle interazioni nella materia da cui traggono origine i nuovi astri, evidenziando il ciclo continuo dei loro processi di formazione ed evoluzione.
N159, che si estende per oltre 150 anni luce presso l’estremità sudoccidentale della Nebulosa Tarantola, è una delle nubi di formazione stellare più massicce nella Grande Nube di Magellano, galassia nana che orbita intorno alla Via Lattea.
Hubble, che nella prossima primavera festeggerà il suo 36° ‘compleanno spaziale’, è stato lanciato il 24 aprile 1990 con lo Shuttle Discovery (missione Sts-31) e due giorni dopo è stato liberato nel cosmo dal braccio robotico della navetta. Il suo testimone è stato raccolto dal James Webb Space Telescope, nuovo e ancor più potente telescopio spaziale, frutto di una collaborazione internazionale tra Nasa, Esa e Csa (Canadian Space Agency). Il Webb, lanciato il 25 dicembre 2021, ha iniziato la sua attività scientifica il 12 luglio 2022 e, grazie alla sua capacità di osservare nell’infrarosso, sta rivoluzionando la nostra conoscenza dell’Universo.
In alto: la porzione di N159 osservata da Hubble. L’immagine nelle sue dimensioni originali a questo link (Crediti: Esa/Hubble & Nasa, R. Indebetouw)