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Sistemi stellari apolidi e scippatori

Gli astronomi dell’Università dell’Arizona hanno identificato cinque sistemi stellari apolidi, ossia che sembrano vivere in totale isolamento da qualsiasi potenziale galassia madre.
Gruppi isolati dalle dimensioni di piccole galassie nane che contengono solo giovani stelle blu distribuite in modo irregolare. Nonostante l’assenza di stelle più vecchie, i sistemi possiedono solo inaspettate piccole quantità di gas, che sarebbero, secondo i ricercatori, il resto del bottino di una rapina cosmica.
La scoperta, i cui risultati sono ancora in fase di pubblicazione, è stata presentata al 240° meeting dell’American Astronomical Society, in California.

L’identificazione di questi sistemi isolati è stato l’esito di una caccia stellare all’interno di alcune nubi di gas potenzialmente associate alla nostra galassia. Un’indagine che ha coinvolto tre osservatori: il telescopio spaziale Hubble, il Very Large Array in New Mexico e, infine, il Very Large Telescope in Cile per il quale l’analisi dei dati è stata guidata da Michele Bellazzini di Inaf.

Una volta identificati, gli astronomi si sono resi conto che i gruppi non si trovavano affatto vicino alla Via Lattea, piuttosto nella costellazione della Vergine, il più ricco tra gli ammassi di galassie più vicini al nostro Gruppo Locale.
Questi sistemi stellari sono risultati, tuttavia, apolidi, ossia separati da potenziali galassie madri in alcuni casi anche da oltre 300.000 anni luce di distanza.

Ma questa non è l’unica peculiarità riscontrata: nonostante la maggior parte degli astri di questi sistemi siano stelle blu, che bruciano velocemente e muoiono giovani, è stato riscontrato pochissimo gas idrogeno atomico. Una combinazione inaspettata come lo è un terzo riscontro inatteso: la mancanza totale di stelle rosse.

«Le stelle che nascono rosse hanno una massa inferiore e quindi vivono più a lungo delle stelle blu, quindi le vecchie stelle rosse sono di solito le ultime che rimangono in vita – afferma Michael Jones, primo ricercatore che ha guidato il lavoro – E muoiono perché non hanno più gas con cui formare nuove stelle. Queste stelle blu sono come un’oasi nel deserto».

La risposta a questa apparente contraddizione, la presenza di poco propellente e la mancanza di grandi consumatori stellari, è in realtà, secondo i ricercatori, da ricercare nell’origine del poco gas appartenente ai cinque sistemi individuati. Questo sarebbe stato, infatti, ottenuto tramite un furto cosmico: «questi sistemi stellari si sono formati dal gas che è stato rimosso da una grande galassia», afferma Jones.

Una rapina di propellente stellare può essere effettuata attraverso due tipologie di “piani criminali”: il primo è lo stripping mareale, ossia quando due grandi galassie passano l’una accanto all’altra, strappandosi così gravitazionalmente gas e stelle. Il secondo si chiama ram pressure stripping e vede, al contrario, una galassia gettarsi sopra un ammasso galattico, spingendo via il gas caldo a getti come gli spruzzi dopo un tuffo di pancia in piscina.

Dato che questi giovani sistemi stellari apolidi si devono essere mossi molto rapidamente per diventare così isolati, secondo i ricercatori questa velocità sarebbe conforme più alla strategia criminale del ram pressure stripping piuttosto che al più lento processo dello stripping mareale.

Immagine in evidenza: L’insieme delle giovani stelle blu visibile qui grazie alla Advanced Camera for Surveys del telescopio spaziale Hubble Crediti: Michael Jones

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