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Brandelli di una supernova ai margini della Via Lattea

Mentre Hubble volgeva il suo sguardo verso la Costellazione della Mensa, visibile nell’emisfero australe, suoi strumenti hanno fotografato i resti di una supernova. La Costellazione, che prende il suo nome da una singolare montagna africana, alta oltre mille metri e piatta come una tavola, si trova all’interno della Grande Nube di Magellano, a soli 160mila anni luce dalla Terra.

L’oggetto inquadrato è stato identificato con il nome Dem L 249, ma anche Snr J053605-703826, Cal 61 e Rx J0536.1-7039. La sua origine è ricondotta all’esplosione di una nana bianca che, a giudicare dall’enorme quantità di materia rilevata, gli astronomi stimano potesse far parte di un sistema binario.

I ricercatori di Hubble ritengono che la Grande Nube di Magellano sia “un laboratorio naturale ideale” per studiare la nascita, la vita e la morte delle stelle. Decisive sono la posizione e la consistenza: vicina, orientata verso la Terra e con poca polvere interstellare che assorbe la luce.

L’immagine di Dem L 249 è il frutto di diverse esposizioni acquisite dal Wide Field Camera 3 di Hubble.

 

Crediti immagine: Nasa, Esa – Hubble / Y. Chu

Barbara Ranghelli: Giornalista scientifica. Da sempre attratta dal cielo, ho iniziato a indagarlo dall’età di 7 anni. Prima con mio zio dalla Sicilia, poi con la rivista “L‘Astronomia” fondata da Margherita Hack che raccontava le Costellazioni attraverso i Miti, infine con l’associazione astrofili “Altair” di Ostia, utilizzando il telescopio. Dopo una lunga parentesi nelle produzioni televisive broadcast, ho frequentato la Scuola di Giornalismo Lelio Basso di Roma e dal 2022 sono socia dell’Unione Giornalisti Scientifici Italiani.