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Webb dispiega lo scudo termico e lo specchio secondario

Un gigantesco e altamente tecnologico fiore dal valore di 10 miliardi di dollari sta lentamente sbocciando nello spazio, a oltre un milione di chilometri da noi: il James Webb Space Telescope ha appena completato due tappe fondamentali per aprirsi completamente e acquistare la sua elegante forma finale. Tra il 4 e il 5 gennaio, il telescopio ha infatti dispiegato con successo lo scudo termico e lo specchio secondario.

Protagonista del lancio più atteso di tutti i tempi, il Webb è partito il giorno di Natale dallo spazioporto europeo di Kourou. Un lancio perfetto, monitorato anche grazie alla base di Malindi in Kenya dell’Agenzia Spaziale Italiana, che ha portato all’inaugurazione del complesso sistema di manovre necessarie per portare il telescopio nel punto lagrangiano L2.

Dopo il liftoff, il dispiegamento dello scudo termico era considerato uno dei momenti più critici per la missione. Il sunshield del Webb è un enorme parasole a cinque strati, grande più o meno quanto un campo da tennis, progettato per proteggere il telescopio dai raggi del Sole e isolare termicamente gli strumenti scientifici. Lo scudo termico era ripiegato come un origami per consentire al telescopio di entrare nell’ogiva del razzo Ariane-5 che l’ha portato nello spazio.

L’operazione di dispiegamento è iniziata nella notte fra il 3 e 4 gennaio con la messa in tensione dei fogli di Kapton, materiale isolante sottile come un capello che costituisce i cinque strati dello scudo termico. Dopo diverse ore di lavoro, il Mission Control della Nasa ha dichiarato il successo della delicata manovra: il parasole del Webb è ora perfettamente dispiegato nello spazio.

«Webb non ha richiesto solo un accurato assemblaggio – ha commentato Thomas Zurbuchen, amministratore associato del direttorato della Nasa per le missioni scientifiche, – ma anche un accurato dispiegamento. Il successo del dispiegamento più difficile, quello dello scudo solare, è un’incredibile prova dell’ingegnosità e delle capacità ingegneristiche che permetteranno a Webb di centrare i suoi obiettivi scientifici».

Qualche ora di riposo, ed ecco che il telescopio ha ricominciato la sua danza cosmica per completare l’apertura. Questa volta è toccato allo specchio secondario: intorno alle 17 italiane del 5 gennaio sono cominciate le operazioni di dispiegamento del cosiddetto secondary mirror, ampio 0,74 metri. Tutto si è svolto come previsto, e dopo poco più di un’ora la Nasa ha confermato il successo dell’operazione.

Ora che la struttura è pronta, non resta dunque che attendere l’ultimo tassello per la completa apertura del Webb: il dispiegamento dello specchio principale largo 6,5 metri, atteso entro la fine di questa settimana. A quel punto il telescopio spaziale più atteso di tutti i tempi avrà assunto la sua configurazione finale, anche se ci vorranno ancora quasi sei mesi prima della sua messa in funzione scientifica.

Guarda la live Nasa dell’apertura dello scudo termico

Guarda la live Nasa dell’apertura dello specchio secondario 

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