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Una cartolina da Kourou

Crediti immagine: Copernicus (ESA)

Grazie alle immagini di Sentinel-2, la coppia di satelliti che fa parte della costellazione ideata nell’ambito del programma Copernicus della Commissione Europea, vi presentiamo una panoramica di Kourou, città distante circa 60 km a nord-ovest di Caienna, nella Guyana francese; si tratta di una piccola città costiera, affacciata sull’Oceano Atlantico e ubicata in corrispondenza del fiume omonimo, noto soprattutto per l’alta concentrazione di sostanze inquinanti (come il mercurio) provocate dalle estrazioni e da altre operazioni minerarie illegali nei giacimenti auriferi.

Kourou, grazie alle sue caratteristiche ambientali e geografiche, ospita il Centro spaziale guyanese; infatti, il sito guyanese venne scelto non soltanto per le ridotte probabilità di incidenza di gravi fenomeni geosismici o atmosferici, ma anche in virtù della sua notevole vicinanza all’equatore (circa 500 km), che consente di sfruttare l’energia di rotazione planetaria, che imprime una velocità aggiuntiva al lancio di circa 460 m/s e che, di fatto, facilita il lancio di oggetti spaziali e la loro immissione nell’orbita terrestre.

In origine, il centro spaziale apparteneva al Cnes (Centre National d’Études Spatiales) e venne utilizzato nel 1964 per il lancio dei primi satelliti francesi. Dal 1970 è adibito a spazioporto europeo e impiegato per la realizzazione dei programmi spaziali europei come Galileo, Ariane e Vega.

Da qui è previsto anche l’imminente lancio del James Webb Space Telescope. Nato dalla collaborazione tra Esa, Nasa e Csa (Canadian Space Agency), sarà il telescopio più grande e potente lanciato nello spazio e sarà in grado di osservare l’Universo ad una distanza mai raggiunta finora. Dotato di una sensibilità cento volte maggiore di quella di Hubble, il James Webb sarà in grado di rilevare la luce infrarossa generata dalle galassie formatesi più di 13,5 miliardi di anni fa, così da poter comprenderne appieno la loro origine, oltreché la nascita di tutti gli altri corpi celesti.

(Crediti immagine in alto: dati Copernicus Sentinel data -2020, processati da Esa)

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