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Il primo equipaggio non professionista pronto a orbitare

Se possono andarci loro ci possiamo andare tutti, sempre che un miliardario compri il volo anche per noi.
Il 15 settembre verrà lanciata la missione Inspiration4 di SpaceX, storico primo volo spaziale in orbita terrestre con un equipaggio composto esclusivamente da civili.
4 cittadini americani decolleranno con un razzo Falcon 9 dal Kennedy Space Center della Nasa in Florida. Una navicella Crew Dragon li ospiterà per un viaggio di tre giorni intorno alla Terra a quota 575 km, più in alto della Stazione Spaziale Internazionale.

Ogni astronauta del primo equipaggio non professionista rappresenta uno dei 4 pilastri su cui la missione spaziale si basa: leadership, speranza, generosità e prosperità.
La leadership spetta al comandante della missione Jared Isaacman. Il miliardario americano ha acquistato tutto il volo e selezionato gli altri tre astronauti per promuovere una raccolta fondi per il St. Jude di Menphis, ospedale specializzato in oncologia pediatrica.
La speranza vive invece nella storia di Haley Arceneaux: la 29 enne è sopravvissuta a una forma di cancro osseo infantile grazie alle cure del St.Jude dove oggi lavora come assistente medico. Haley sarà la più giovane astronauta americana oltre che il primo umano a volare nello spazio con una protesi.
La generosità ha invece premiato Chris Sembroski, veterano della AirForce selezionato tramite un concorso a seguito di una sua donazione per le cure ospedaliere.
Sian Proctor rappresenta infine la prosperità: astronauta nasa mancata, scartata nelle selezioni finali del 2009, si è guadagnata l’ultimo posto grazie a un suo progetto imprenditoriale basato sulla vendita di opere di Space Art & Poetry.

Il primo vero equipaggio commerciale in orbita sarà anche il protagonista di Countdown, una docuserie di Netflix che segue il team dagli addestramenti, durati per i 6 mesi prima del lancio, fino all’atterraggio. Ulteriore strategia di Isaacman per rinforzare la raccolta fondi.

A differenza delle precedenti missioni, questa volta Crew Dragon non attraccherà alla ISS. Il suo porto di attracco è stato quindi sostituito con una cupola inspirata a quelle della Stazione orbitante. All’equipaggio sarà così permesso vedere dove la civiltà umana è in grado di arrivare, anche senza professionisti.

 

Crediti immagine in evidenza: Inspiration4 / John Kraus

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