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HH111, la spada nel cuore

This striking image features a relatively rare celestial phenomenon known as a Herbig–Haro object. This particular Herbig–Haro object is named HH111, and was imaged by Hubble’s Wide Field Camera 3 (WFC3). These spectacular objects are formed under very specific circumstances. Newly formed stars are often very active, and in some cases they expel very narrow jets of rapidly moving ionised gas — gas that is so hot that its molecules and atoms have lost their electrons, making the gas highly charged. The streams of ionised gas then collide with the clouds of gas and dust surrounding newly-formed stars at speeds of hundreds of kilometres per second. It is these energetic collisions that create Herbig–Haro objects such as HH111. WFC3 takes images at optical and infrared wavelengths, which means that it observes objects at a wavelength range similar to the range that human eyes are sensitive to (optical) and a range of wavelengths that are slightly too long to be detected by human eyes (infrared). Herbig–Haro objects actually release a lot of light at optical wavelengths, but they are difficult to observe because their surrounding dust and gas absorb much of the visible light. Therefore, the WFC3’s ability to observe at infrared wavelengths — where observations are not as affected by gas and dust— is crucial to observing Herbo–Haro objects successfully. 

Sembra una spada che attraversa un cuore, un disegno in cui ogni sfumatura cattura un’emozione. E invece è l’ultimo capolavoro di Hubble, il telescopio orbitante che da oltre 30 anni ci mostra lo spazio nella sua perfezione, oltre le aberrazioni che i nostri occhi percepirebbero dalla Terra a causa della nostra atmosfera.

L’oggetto ritratto ha in realtà un nome poco romantico, HH111. Si trova nella costellazione di Orione e dista dalla Terra circa 1300 anni luce. Le sue sfumature sono generate dai gas emessi durante il parto di una stella, IRAS 05491+0247, il cuore di questa immagine.

La peculiarità di queste entità, le Herbig-Haro, che fanno parte delle nebulose ad emissione, è proprio il ‘disegno’ della spada che non è altro che un getto creato dalla ionizzazione della materia che urta ad estrema velocità contro i gas della nebulosa in cui la giovane stella sta avendo origine.

Identificate già alla fine dell’Ottocento, le Herbig-Haro portano il nome degli astronomi che le hanno studiate in modo approfondito a metà del secolo scorso. Ad oggi sul catalogo astronomico Simbad ne risultano circa 2mila.

Il Wide Field Camera 3 è lo strumento che il telescopio spaziale utilizza per riprendere oggetti astronomici su un ampio intervallo di lunghezze d’onda. Sebbene sia previsto che Hubble, col suo specchio di 2,4 metri, possa rimanere in orbita per almeno altri dieci anni, è atteso a breve il lancio del James Webb Space Telescope con uno specchio dal diametro quasi tre volte maggiore del suo predecessore.

 

Crediti immagine di apertura:ESA/Hubble & NASA, B. Nisini

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