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Un 18enne nello spazio con Jeff Bezos

Vi ricordate l’asta da capogiro messa in piedi da Blue Origin per vendere un passaggio a bordo della scintillante navetta New Shepard? Il misterioso vincitore disposto a pagare 28 milioni di dollari per fluttuare 4 minuti nello spazio in compagnia dei fratelli Bezos è rimasto anonimo per settimane. E a distanza di cinque giorni dal volo suborbitale, previsto il 20 luglio, l’azienda non aveva ancora annunciato il nome del quarto viaggiatore spaziale oltre a Jeff Bezos in persona, suo fratello Mark e l’aviatrice 82enne Kelly Funk.

Fino a ieri sera, quando è arrivato l’annuncio a sorpresa di Blue Origin. Il turista spaziale che completerà l’equipaggio sarà un 18enne: Oliver Daemen, olandese, che in realtà all’asta milionaria si era classificato secondo. Il vincitore, che resta anonimo, «ha scelto di volare in una futura missione New Shepard a causa di una sovrapposizione di impegni», si legge nell’annuncio di Blue Origin. E così il biglietto è passato al giovanissimo Oliver, fresco di diploma, che prima di iniziare a studiare fisica all’Università di Utrecht si è preso un anno sabbatico per ottenere la licenza di pilota privato. Probabilmente senza immaginare che sarebbe arrivato a volare nello spazio a fianco di uno dei miliardari più famosi degli Stati Uniti.

E invece il mese scorso suo padre (Joes Daeman, Ceo e fondatore dell’impresa Somerset Capital Partners) aveva fatto l’offerta appena inferiore ai 28 milioni di dollari che avevano chiuso l’asta. Dopo la rinuncia del primo classificato ha ceduto il posto al figlio, che in un breve video diffuso dal quotidiano olandese Bright si è detto «super emozionato per l’imminente viaggio nello spazio».

Secondo quanto riportato da Spacenews, un portavoce di Blue Origin ha rifiutato di dire quanti posti aggiuntivi l’azienda abbia venduto dopo l’asta, o quale sia il prezzo finale pagato da Daeman. Ad ogni modo, gran parte del ricavato dovrebbe andare alla fondazione a supporto delle carriere STEM Club for the Future, di proprietà della stessa Blue Origin.

Quel che per ora è certo è che il ragazzo olandese sarà il più giovane viaggiatore spaziale della storia. E nello stesso volo ci sarà quella che diventerà invece la persona più anziana a raggiungere lo spazio: 82 anni e 19.600 ore di volo alle spalle, Kelly Funk aveva sempre sognato di diventare astronauta. E c’era andata vicinissima, superando brillantemente tutti i test del programma Mercury 13 del 1961, progettato per dimostrare che le donne potevano sostenere lo stesso addestramento degli uomini. Ma la Nasa all’epoca non accettò questa parità, e nessuna delle 13 donne del programma ha mai viaggiato nello spazio. Kelly Funk, che ai tempi del Mercury 13 era la più giovane, ora potrà prendersi la rivincita grazie a Jeff Bezos, che a inizio luglio l’ha invitata a bordo come ospite d’onore. Con il fratello Mark Bezos, già annunciato a giugno, e ora il 18enne Oliver Daemen, l’equipaggio è al completo.

Il 20 luglio Blue Origin attiverà sul sui sito la diretta del lancio a partire dalle 13.30 italiane, con il liftoff previsto intorno alle 15. La ‘Blue Origin Experience’ che sperimenteranno i 4 viaggiatori spaziali prevede 6 minuti di viaggio tra andata e ritorno e 4 minuti trascorsi a fluttuare nello spazioso abitacolo della New Shepard.

Il viaggio di Bezos sarà dunque più breve di quello di Branson, che lo scorso 11 luglio è partito con il primo equipaggio di turisti suborbitali a bordo della sua Vss Unity. In compenso, Bezos arriverà più in alto: se infatti il veicolo di Virgin Galactic raggiunge poco più di 80 chilometri di altezza, un confine considerato già ‘spazio’ dagli Stati Uniti ma su cui non tutti concordano, la navetta di Blue Origin supera i 100 chilometri. Che corrisponde alla cosiddetta linea di Karman, ideale confine dove finisce l’atmosfera terrestre (la Stazione spaziale internazionale si trova a 400 chilometri). Ma, a prescindere dalla disputa su quali di questi viaggiatori siano ‘più spaziali’, una cosa è certa: il 2021 ha inaugurato la nuova era del turismo nello spazio.

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