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Spazio e responsabilità, l’appello della difesa americana

«Vogliamo vedere in tutti coloro che sono protagonisti di attività spaziali un comportamento responsabile, deliberato e consapevole della sicurezza per tutti i nostri cittadini qui sulla Terra», è quanto ha dichiarato il portavoce del Dipartimento della Difesa americana John Kirby alla stampa.

Le attività spaziali sono in incremento esponenziale e la necessità di condividere  alcune norme di comportamento accettate a livello internazionale sembra il minimo, ribadisce Kirby.

Insomma, viviamo in un periodo di grandi cambiamenti: scienza e tecnologia si rincorrono, aprendo prospettive sempre più ampie alla presenza dello spazio nella nostra vita quotidiana. Si chiama space economy, ed è davvero una sfida a livello globale.

Il 29 aprile scorso dal sito di lancio spaziale cinese di Wenchang, il vettore Long March 5B ha portato in orbita il primo modulo della stazione spaziale cinese Tianhe Core Module, (Tianhe, cioè “Armonia dei cieli”).

A circa una settimana dal lancio, il secondo stadio del lanciatore Long March 5 si apprestava al rientro in atmosfera e, date le dimensioni, la massa e i materiali resistenti ad alte temperature del razzo, non si poteva escludere che alcuni frammenti potessero sopravvivere e arrivare a terra.

Il 9 maggio intorno alle ore 6 del mattino in Italia, veniva confermato dall’agenzia spaziale cinese Cnsa il rientro in atmosfera sull’Oceano Indiano mentre i dati venivano diffusi dal Comando di Difesa Aerospaziale del Nord-America (Nora).

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